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Verso Juventus-Crotone: Pirlo rilancia Morata?

Morata, attaccante della Juventus
Morata, attaccante della Juventus

La sconfitta patita dalla Juventus nella trasferta di Oporto ha portato alla luce tutti i problemi presenti all’interno della rosa a disposizione di Andrea Pirlo. Ma come si suol dire, “il pesce puzza dalla testa”, metafora che serve a individuare tutti gli errori gestionali commessi dalla dirigenza bianconera nell’ultimo biennio. Prima, però, occorre partire da un presupposto: la Juventus, intesa come squadra, non è per nulla scarsa come la si dipinge.

Porto Juventus, Federico Chiesa
Porto Juventus, Federico Chiesa

Allora, cos’è che non va in questo gruppo? Sicuramente, da un punto di vista analitico, il principale fattore che va ad influire sulle prestazioni e di conseguenza sul risultato delle partite, è soprattutto legato alla testa. Mentre sabato scorso a Napoli i campioni d’Italia hanno assediato la porta partenopea una volta andati in svantaggio, mercoledì sera è scesa in campo una squadra apparentemente senza forze fisiche ma soprattutto mentali.

Al di là dell’errore da bollino rosso commesso da Bentancur che regala di fatto il gol dell’1-0 dopo soli trenta secondi dall’inizio del match, con la complicità di Szczesny, la Juventus non è stata in grado di reagire, come accaduto precedentemente contro l’Inter in campionato. Per tutto il primo tempo, i bianconeri hanno mantenuto un possesso palla sterile, non in grado di impensierire la non irreprensibile difesa del Porto, che comunque ha retto bene, agevolata dalla lentezza della manovra della squadra di Pirlo.

Barella, Inter-Juventus
Barella, Inter-Juventus

Ad inizio ripresa, la seconda rete dei lusitani, ed anche qui va in scena un vero e proprio festival degli orrori, con la Juventus che rimane ferma a guardare gli avversari che entrano indisturbati nell’area avversaria, circondati da cinque giocatori con addosso la casacca dei campioni d’Italia che letteralmente guardano Marega insaccare. A questo punto è lecito aspettarsi una reazione di nervi, di rabbia e di orgoglio. Niente di tutto questo, almeno fino all’80’ con il canovaccio del match che non cambia.

La Vecchia Signora si limita a girare lentamente il pallone come se il risultato fosse fermo sullo 0-0, rischiando altresì di subire un’imbarcata con il Porto che in contropiede ha la possibilità di arrotondare l’esito della sfida. Provvidenziale la rete di Federico Chiesa che raccoglie una sgroppata di Adrien Rabiot e realizza la rete del 2-1, che tiene in piedi le speranze della Juventus. Detto questo, tornando a parlare degli errori societari, dove sta il fulcro del problema? Ovviamente nella ristrettezza di una rosa, male assemblata, con poche alternative e con giocatori non funzionali al modo di giocare ideato da Andrea Pirlo.

Juventus-Crotone, Morata stringe i denti: ma la mancanza di una quarta punta si fa sentire

L’azione del gol di Federico Chiesa, in occasione di Porto-Juventus, è emblematica. La discesa sulla fascia sinistra di Adrien Rabiot, non è dovuta ad un caso, ma alle caratteristiche da mezzala che possiede il francese, facendolo rendere al meglio con la sua Nazionale. Da questo punto di vista, la destrutturazione di Andrea Pirlo non starebbe raccogliendo molti frutti, né consensi. L’impiego di un doppio regista, come Rabiot e Bentancur, in questo caso, non starebbe portando a nulla di buono. Né l’uno né l’altro hanno le abilità di un playmaker, oggettivamente parlando. Sono enttrambi ottimi interditori di gioco, questo è vero, ma il loro meglio lo riescono a dare giocando da mezze ali. Non è un caso che lo scorso anno l’uruguayano è stato il miglior centrocampista della Juventus di Maurizio Sarri.

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Con Sarri molto di più

Non è un caso che sia titolare inamovibile del centrocampo della Nazionale sudamericana. Non è nemmeno un caso che Edinson Cavani lo abbia definito un calciatore impressionante. Però davanti alla difesa è capace di commettere sciocchezze, banalità ed errori imbarazzanti, come quello dell’altra sera. Non è la prima volta che Bentancur regala di fatto il pallone agli avversari, in maniera sciagurata. Altre volte è andata bene, come nel caso di InterJuventus di Coppa Italia, però stavolta no. Bentancur non è Arthur, che quando riceve palla la protegge, la smista, alleggerisce la pressione. Ma purtroppo, Pirlo dovrà fare a meno del brasiliano per parecchio tempo e la mancanza di un vero regista si fa sentire eccome ed il gioco da lui pensato, basato sulle ripartenze da dietro, senza lanci lunghi ad innescare gli attaccanti, non si può fare.

Il Maestro aveva espressamente richiesto l’acquisto, di un playmaker di ruolo, in grado di sostituire adeguatamente lo stesso Arthur, ma alla fine la dirigenza bianconera non lo ha accontentato. D’altronde, fare mercato in tempi di Covid-19, non è per nulla semplice, e Fabio Paratici e soci hanno dovuto gestire le poche risorse a disposizione. Tutto questo per dire che il centrocampo della Juventus non è il problema principale della squadra. Gli uomini a disposizione di Andrea Pirlo sono abili ed arruolabili, se inseriti in un contesto adeguato alle loro caratteristiche. La Juventus, oggettivamente, è una squadra assemblata male, tenendo conto anche delle scelte sconsiderate messe in atto dai vertici societari in questi anni, anche pre-pandemia. Su tutte, la questione relativa ad una quarta punta.

E adesso arriva il Crotone

Lunedì sera i bianconeri affronteranno il Crotone in una sfida fondamentale per tentare di riaprire in qualche modo il discorso scudetto, tenendo conto del derby di Milano di domenica pomeriggio, che permetterà alla Vecchia Signora, in caso di vittoria, di guadagnare punti sulle due battistrada. Andrea Pirlo potrebbe tornare ad affidarsi alla coppia Cristiano RonaldoAlvaro Morata, che al Do Dragao ha giocato poco insieme, a causa di alcuni problemi accusati dallo spagnolo. Al termine dell’incontro, come dichiarato dal tecnico bianconero, sarebbe anceh svenuto, tanto stava male. Tuttavia, l’apporto in attacco di Dejan Kulusevski contro il Porto è stato ancora una volta nullo, il ché fa capire quanto manca una quarta punta, considerando anche che Paulo Dybala non è al meglio.

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Morata in questo periodo sta pagando a caro prezzo la mancanza di un suo vice ed il suo rendimento ne è la prova. Solo un gol in questo 2021 per lui, dopo un girone d’andata a dir poco impressionante. Un calo fisiologico ci sta ed è naturale, ragion per cui avrebbe bisogno di riposare, mentre Pirlo avrebbe bisogno di un vero bomber d’area che riesca a segnare più spesso. Si potrebbe dire, anche in questo caso, che gli alti costi imposti sui top attaccanti europei non avrebbe permesso alla Juventus l’acquisto di una quarta punta. Si potrebbe dire se questo problema i bianconeri non se lo trascinassero dal 2019, quando sulla panchina era appena arrivato Maurizio Sarri e Gonzalo Higuain insieme a lui. All’epoca, la Vecchia Signora poteva contare su Moise Kean, giovane attaccante classe 2000 che nel corso della stessa estate è stato ceduto all’Everton per 40 milioni di euro.

Moise Kean
Moise Kean, ex giocatore della Juventus

Tutto in nome di una ricca plusvalenza, poiché la sua mancanza si sarebbe poi fatta sentire nel corso delle due stagioni a venire, ed ora la Juventus si mangia le mani. I campioni d’Italia avrebbero cercato di riacquistare il vercellese durante la scorsa estate, ma lui avrebbe preferito il Paris Saint-Germain, società che gli avrebbe garantito una titolarità che a Torino non avrebbe avuto. Ma alla fine, i francesi hanno avuto ragione, poiché Kean è un giocatore insostituibile e l’altra sera al Camp Nou si è potuta ammirare tutta la sua classe, forza, tecnica e capacità di giocare. Tutto questo mentre la Juventus da due anni sta cercando una quarta punta, sondando profili come Llorente, Milik ed infine Scamacca, dopo aver ceduto un talento straordinario come Moise Kean. Intanto, Morata proverà a farcela in vista della partita di lunedì sera, snodo cruciale in vista del finale di stagione che in questo momento appare più complicato del previsto. Ma il bello del calcio è che i pronostici possono essere sovvertiti e questo alla Juventus lo sanno bene.

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