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Juventus-Napoli: le regole e i dubbi di una situazione senza precedenti

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Paulo Dybala durante il match tra Napoli e Juventus

JuventusNapoli nel caos. Non era così che ci eravamo immaginati l’attesa per un big match come questo. La pandemia ha creato delle situazioni senza precedenti anche in Serie A a cui si è dovuto far fronte attraverso l’istituzione di un regolamento ad hoc approvato da una commissione tecnico-scientifica. Ad oggi il Napoli non è ancora partito alla volta di Torino per affrontare la Juventus. Le questioni da risolvere riguardano la posizione dell’ASL di Napoli e della Regione Campania in tutta questa situazione. Oggi le due parti potranno chiarire le loro decisioni e far valere le proprie opinioni. Il Napoli avrà quindi l’occasione di spiegare i motivi che hanno spinto il club a rimanere a nel capoluogo partenopeo. Sicuramente la salute e la tutela pubblica hanno la priorità, ma secondo Tuttosport ci sono ancora sei interrogativi a cui dare una risposta. Vediamo insieme quali sono.

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Juventus-Napoli: le regole e i dubbi di una situazione senza precedenti
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus, affronta Giovanni Di Lorenzo, terzino del Napoli

Juventus-Napoli: ancora troppi interrogativi senza una risposta

Il primo riguarda sicuramente il fatto che ci sono dalle regole da rispettare. Le regole sono quelle del Protocollo della FIGC e approvato dalla Commissione TecnicoScientifica: ciò lo rende un atto del Governo a tutti gli effetti. Secondo quanto scritto su tale protocollo, nulla avrebbe vietato al Napoli di viaggiare per Torino e giocare all’Allianz Stadium contro la Juventus. A ciò si collega il secondo punto: le regole del protocollo sono state applicate da squadre come il Milan (sia in Campionato che in Europa League) dopo la positività di Ibrahimovic e Duarte. Ed è stata applicata dal Genoa per giocare contro lo stesso Napoli dopo il tampone di Lasse Schöne risultato positivo. La squadra rossoblu è stata infatti autorizzata dall’ASL di Genova e da quella di Napoli a raggiungere il capoluogo campano e disputare la partita contro i partenopei, finita 6 a 0 per gli azzurri. In questo caso, però, nessuno ha avuto niente da ribattere sulle decisioni dell’ASL: cosa è successo nel frattempo?

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E qui veniamo al terzo punto: l’isolamento fiduciario. Secondo le nuove norme dettate dal Protocollo FIGC, la squadre hanno la deroga dell’isolamento fiduciario. Ciò significa che, in caso di tampone negativo, permette al resto della squadra e allo staff di recarsi allo stadio, disputare la partita e poi ritornare all’isolamento fiduciario. Ora, c’è da chiedersi perché questo isolamento fiduciario per il gruppo squadra Napoli sia stato deciso solo ieri e non lunedì dopo le prime positività del Genoa o venerdì dopo il tampone positivo di Piotr Zielinski. Quarto quesito: perché invece Arkadiusz Milik è stato autorizzato a partire per la Polonia nella stessa giornata in cui al Napoli veniva vietata la trasferta a Torino? Al giocatore, che usa gli stessi impianti di Castel Volturno che usa la sua squadra, è stato permesso infatti di raggiungere il ritiro della Nazionale polacca, mentre agli azzurri viene vietata la trasferta all’interno dello stesso paese: qualcosa non quadra. Quinto e sesto quesito: perché la Salernitana, che dipende sempre dalla Regione Campania, e la Primavera del Napoli (che si allena a Castel Volturno) hanno invece potuto disputare le proprie rispettive sfide in trasferta a Verona e a Lecce? Tutti questi sono dubbi a cui bisogna dare una risposta in maniera celere e dettagliata per capire se e come il campionato di Serie A debba proseguire. Le regole ci sono, ma se vengono poi rispettate a intermittenza o fatte interpretare da terzi, la Serie A rischia di cadere in un vortice fatto di caos e disordine. Il governo e il calcio tutto ha combattuto duramente, facendo anche sacrifici economici, affinché si potesse tornare a una pseudonormalità: quella riga nel protocollo FIGC («Fatte salve decisioni delle autorità sanitaria locali o nazionali») diventa quindi il pretesto per far decidere a ASL locali e dirigenti politici di volta in volta chi deve giocare e chi no. Il campionato di calcio diventerebbe a questo punto un groviglio di rinvii e, quindi, non potrebbe essere quindi completato.

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