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Juventus-Crotone, emergenza a centrocampo: si scalda Fagioli

La Juventus affronterà il Crotone lunedì sera in piena emergenza a centrocampo. Detto questo, possibili l’impiego dal 1’ del talentuoso Nicolò Fagioli

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Andrea Pirlo, allenatore della Juventus

Archiviata la disastrosa prestazione offerta mercoledì sera contro il Porto nella sfida di andata degli ottavi di finale di Champions League, la Juventus è tornata ad allenarsi in vista del prossimo impegno di campionato. I bianconeri sono alla disperata ricerca di punti per tornare a sperare ed a credere nella conquista del decimo scudetto consecutivo. Lunedì sera, la squadra di Andrea Pirlo affronterà il Crotone fanalino di coda della Serie A, formazione che all’andata è stata in grado di mettere in seria difficoltà i campioni d’Italia, che alla fine sono rientrati a Torino con un amaro 1-1. Allora vi erano tutte le attenuanti del caso, poiché la Juventus si trovava in una fase di sperimentazione, dovuta al fatto che non vi è stato un precampionato sufficientemente lungo per poter provare soluzioni tattiche differenti.

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Pirlo, allenatore della Juventus

A distanza di circa 5 mesi dalla sfida dell’Ezio Scida, la situazione non sarebbe migliorata più di tanto. Finora, i bianconeri non sono riusciti ad inanellare una serie di risultati positivi che avrebbe permesso alla Juventus di tornare in vetta alla classifica. Nelle rare occasioni in cui la Vecchia Signora ha mosso dei passi in avanti, successivamente ne ha mossi altrettanti all’indietro, come in occasione delle ultime prestazioni tra campionato e Champions League. Dopo tutto questo tempo, appare chiaro che i problemi principali di questa squadra siano legati in particolar modo ad un aspetto psicologico, in quanto spesso e volentieri gli uomini di Pirlo sono scesi in campo sovente senza il giusto atteggiamento, come nel caso della sfida del Do Dragao.

Una squadra da ricostruire?

Però è evidente che la Juventus sia una squadra costruita male ed assemblata peggio. La mancanza di riserve e sostituti all’altezza costituiscono i principali problemi di un gruppo composto da ottimi solisti ma non in grado, apparentemente, di giocare insieme. In numerose situazioni di gioco manca proprio l’intesa di base tra i vari elementi, con i passaggi indirizzati ad un compagno che però compie un movimento opposto. A mancare è l’amalgama e l’alchimia fra i vari calciatori presenti nella rosa bianconera. Però bisogna anche dire che la Juventus sta cambiando pelle ed un anno così lo si doveva mettere in preventivo dopo un decennio di vittorie ed un processo di questo tipo richiede parecchio tempo, tenendo in considerazione il fatto che Andrea Pirlo è stato catapultato sulla panchina dei campioni d’Italia pur essendo alla sua prima esperienza in assoluto da allenatore. Diversi esperti di calcio ed opinionisti sono concordi nell’utilizzo di una metafora per spiegare la posizione del Maestro: “Non puoi guidare una Ferrari con un foglio rosa”.

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Pirlo, allenatore della Juventus

Frase emblematica che riassume le difficoltà di Pirlo. Questi, tuttavia, in questi ultimi mesi è maturato molto rispetto all’inizio della stagione e si può tranquillamente dire che il Maestro è sulla strada giusta. Ora potrebbe rendersi fondamentale la coesione del gruppo che ha a disposizione, specie in vista delle prossime settimane, quando si alterneranno partite decisive per il prosieguo dell’annata. Al termine del campionato, si tireranno le somme e si giudicherà il suo operato alla guida della Juventus. Anche la dirigenza del club dovrà necessariamente dare una mano a Pirlo, accontentando le sue richieste anche dal punto di vista del calciomercato.

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Fin dall’inizio di questa stagione, è apparso evidente che il punto debole di questa nuova Juventus è il centrocampo. Gli uomini a disposizione di Andrea Pirlo non possiedono, oggettivamente, le caratteristiche che permetterebbero ai bianconeri lo sviluppo del gioco ideato dal Maestro. L’inserimento di Arthur nei meccanismi della squadra ha permesso all’allenatore dei campioni d’Italia di dormire sonni più tranquilli, in quanto la presenza del brasiliano sul terreno di gioco libererebbe i suoi compagni di reparto, ovvero Bentancur e Rabiot, dai compiti di impostare l’azione. I problemi sorgono quando il numero 5 è assente, come in questo periodo, in quanto Pirlo si trova nella condizione di dover schierare i due sopracitati in una posizione che non è nelle loro corde.

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Adrien Rabiot, centrocampista della Juventus

Certo, sono ottimi incontristi ed ottimi interditori, ma le vere qualità del francese e dell’uruguayano emergono quando si trovano a ricoprire una posizione più avanzata, come mezze ali in un centrocampo a tre ed infatti non è stato un caso che Rabiot e Bentancur sono spesso i migliori nelle loro Nazionali, in un contesto che li agevola, attirando su di loro gli elogi della stampa locale, e sono risultati i migliori mediani della scorsa stagione in bianconero. La mancanza di un elemento in grado di verticalizzare l’azione mette in ombra anche McKennie, apparso spaesato mercoledì sera contro il Porto, il quale si trova nelle condizioni di dover rincorrere gli avversari tentando di rubare palla. La staticità del centrocampo della Juventus mette in seria difficoltà anche l’attacco, reparto che appare slegato dal resto della squadra.

Errori a centrocampo

Insomma, è evidente che il peccato più grande la dirigenza bianconera lo abbia commesso quando non ha investito sull’acquisto di un altro centrocampista di qualità, in grado di prendere in mano le redini e di dettare i tempi di gioco. Emergenza che si acuirà lunedì sera contro il Crotone, in quanto Pirlo non avrà a disposizione, oltre all’infortunato Arthur, nemmeno lo squalificato Rabiot, il ché potrebbe indurre il Maestro a schierare, insieme a Bentancur, anche il giovane Nicolò Fagioli. Il giovane classe 2001 ha già esordito in prima squadra in occasione di JuventusSPAL dei quarti di finale di Coppa Italia, mettendo in mostra delle qualità non di poco conto. Probabilmente, il fatto di essere sceso in campo cotnro un’avversaria tutto sommato particolarmente modesta lo ha agevolato. Ciononostante, spesso i giovani talenti patiscono molto il salto in prima squadra, ma non è questo il caso. Infatti, Fagioli è sceso in campo con la calma di un veterano, tanto da ricordare, nelle movenze e da come muoveva la testa per capire i compagni da servire, lo stesso Pirlo.

Nicola Fagioli (Juventus)
Nicola Fagioli (Juventus)

Bisogna andarci sempre cauti con i paragoni, ma le prime sensazioni riguardanti il piacentino sono buone. Lunedì potrebbe toccare nuovamente a lui e chissà se anche questa volta l’Under 23 potrà tornare utile al Maestro, come nel caso di Portanova, Rafia e Frabotta, su tutti. La Juventus sta seguendo l’esempio di altri top club europei: se un giocatore giovane è considerato un fuoriclasse, lo si inserisce in campo. Però ci vuole anche il coraggio di correre il rischio di “bruciare” un potenziale campione. Vedremo se tra un paio di giorni Pirlo si affiderà alla linea verde per fronteggiare il Crotone, primo di una serie di match sulla carta abbordabili, ma quanto mai decisivi per tenere in piedi il discorso scudetto, in una giornata che avrà come match clou il derby della Madonnina.

Dopo i pitagorici, la Vecchia Signora se la vedrà contro l’Hellas Verona, formazione rognosa che nel corso di questa stagione è stata in grado di mettere in seria difficoltà non solo la stessa Juventus, ma anche Milan e Napoli. Successivamente, i campioni d’Italia giocheranno contro lo Spezia e la Lazio, due sfide che apriranno la strada verso il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. In un contesto già complicato di suo, Andrea Pirlo spera di recuperare anche qualche giocatore infortunato. Non bisogna nemmeno dimenticare che la sfortuna ha inciso molto sulle prestazioni del club torinese, che in un mese ha affrontato tre volte l’Inter, la Roma, il Napoli ed il Porto, ed a turno si sono fatti male i vari Dybala, Bonucci, Chiellini, Ramsey, McKennie, Cuadrado e Morata.