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Una Juve senza Bernardeschi, una guerra persa in partenza: Pirlo arrenditi!

Le prestazioni del giocatore ex Fiorentina continuano a non convincere, Pirlo non può contare su di lui soprattutto ora chela stagione inizia ad entrare nel vivo

Federico Bernardeschi, ala della Juventus
Federico Bernardeschi, ala della Juventus

Era l’estate del 2017 e Federico Bernardeschi diventava ufficialmente un calciatore della Juventus. Alla Fiorentina andarono 40 milioni più bonus “pagabili in tre esercizi, e potrà incrementarsi di una quota pari al 10% del prezzo di un futuro trasferimento del calciatore, fino ad un massimo di € 5 milioni. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2022”. Nella sua ultima stagione in maglia viola, Bernardeschi aveva totalizzato 42 presenze, condite da 14 reti, di cui 11 in campionato, 2 in Europa League e una in Coppa Italia. Al termine della stagione è arrivato anche il primo gol con la nazionale italiana maggiore, contro il Liechtenstein, nel match valido per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. L’entusiasmo di Federico era palese fin dalle sue prime parole: “Sono tante emozioni e devo ringraziare tutti quanti perché c’era tanta gente ad accogliermi e mi hanno fatto sentire il loro calore. Voglio mettermi a disposizione del mister – continua – e della squadra. Io di Carrara come Buffon? Gigi è un esempio non solo per me ma per tutti, anche a livello internazionale. Nella mia città resta comunque il numero uno e ora sarà il mio capitano anche alla Juventus e non solo in Nazionale. Forza Juventus”.

Bernardeschi al J Medical

L’entusiasmo del carrarino e del popolo bianconero era palpabile quell’estate, la Juventus si era aggiudicata uno dei più grandi talenti italiani in quel momento. Il primo anno in bianconero si conclude con 31 presenze totali cinque gol e sei assist. Non male come prima stagione per un ragazzo che proviene da una realtà diversa come quella della Fiorentina. L’esordio nella massima competizione europea e lo scudetto sono due grandi obiettivi raggiunti. Quello che piace molto a Massimiliano Allegri è la duttilità del ragazzo. A Firenze era abituato a giocare sia da trequartista sia da attaccante esterno nel 3-5-2, alla Juventus verrà impiegato soprattutto come attaccante esterno in un 4-3-3.

Le caratteristiche fisiche e tecniche non sono mai state messe in discussione: il talento c’è ma quello che manca è la personalità. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, nella stagione successiva, tutta la squadra cresce dal punto di vista tecnico e Bernardeschi sembra beneficiarne molto più di altri. Scala le gerarchie e diventa sempre più un titolare inamovibile nello scacchiere di Allegri. Il culmine verrà raggiunto nella partita contro l’Atletico Madrid di Diego Simeone. La gara di ritorno è un concentrato di tecnica e potenza fisica: assist a Cristiano Ronaldo sul gol del momentaneo 1-0 e rigore guadagnato dopo uno scatto sulla trequarti che lascia sul posto Correa. Sembrava l’inizio di un vero e proprio idillio tra il carrarino e il suo pubblico. Quella però rimane l’ultima ottima prestazione di Bernardeschi fino ad adesso.

TURIN, ITALY – APRIL 06: Juventus player Federico Bernardeschi during the Serie A match between Juventus and AC Milan on April 6, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La scorsa stagione la musica non cambia neanche con Maurizio Sarri, che aveva puntato molto su di lui fin dall’inizio della stagione. La sua duttilità oltre ad essere un suo punto di forza è stata probabilmente la sua rovina. Nello scacchiere di Sarri è stato provato in tutti i ruoli: mezzala, trequartista e seconda punta. Quasi sempre schierato dal primo minuto, non è mai riuscito ad emergere e ad imporsi concludendo con un solo gol in ventotto presenze. Un ruolino di marcia davvero disarmante per un giocatore arrivato all’ombra della Mole con l’etichetta di “Top Player”.  A Torino molti tifosi avrebbero voluto consegnargli anche la maglia numero dieci in caso di partenza di Paulo Dybala.

Quest’anno la situazione non è diversa dagli anni scorsi. Pirlo sta  ancora cercando di trovare la formazione migliore da schierare. Finora ha mandato in campo trentadue formazioni diverse in trentadue gare. In questo pazzo turn over Federico Bernardeschi è stato utilizzato ventotto volte anche se non sempre dall’inizio, giocando la media di 34 minuti a partita senza finora riuscire mai a finire nel tabellino dei marcatori (mai gli era successo in carriera). Uno dei più utilizzati, uno dei meno decisivi, ormai è un corpo estraneo: come si è visto anche nell’ultima sua gara al Maradona di Napoli. Sui social continua ad essere uno dei più bersagliati. Nel match contro il Napoli Federico Bernardeschi ha fallito l’ennesima occasione per far ricredere i più scettici che asseriscono che non sia un calciatore all’altezza della Juventus.

Eppure le chance concessegli da Andrea Pirlo in questa stagione sono state parecchie, ma quasi tutte sprecate dall’ex enfant prodige del settore giovanile della Fiorentina. L’allenatore bianconero, nel big-match del Diego Armando Maradona si è affidato nuovamente a lui nonostante un Kulusevski in rosa. Ma neanche l’alta posta in palio del match contro i campani sembra aver svegliato dal suo torpore il  toscano che ha fornito l’ennesima prestazione mediocre della stagione facendo infuriare i tifosi juventini. I numeri sono davvero deludenti: in 60 minuti circa concessigli da Pirlo, Federico Bernardeschi non è mai riuscito a saltare il diretto avversario (Mario Rui) e proporre cross o passaggi filtranti interessanti per i due attaccanti Alvaro Morata e Cristiano Ronaldo.

Federico Bernardeschi, giocatore della Juventus

Per non parlare dello “zero” alla casella tiri in porta. Ma il dato che più inquadra la deludente prestazione del numero del “trentatré” bianconero è certamente quello che riguarda i palloni persi: 14 a fronte di 45 palloni giocati (più del 30% insomma). E anche il suo apporto in fase difensiva (dove non ha quasi mai aiutato Cuadrado nel duello con Hirving Lozano al quale si aggiungeva spesso anche Lorenzo Insigne) non è stato dei più prolifici dato che il suo bilancio è stato decisamente negativo per quel che concerne i contrasti con gli avversari ed ha fatto registrare una “zero” alla voce palloni recuperati.

Appare dunque evidente come Bernardeschi abbia sciupato l’ennesima occasione concessagli dal suo allenatore per scalare le gerarchie nella rosa juventina e nella Nazionale di Roberto Mancini in vista del prossimo Europeo.  Dal 2017 al 2021 si sono alternati tre allenatori sulla panchina bianconera: Allegri, Sarri e Pirlo. Nessuno dei tre è riuscito a dare la “scossa” all’attaccante  bianconero che continua ad evidenziare tutti i suoi limiti caratteriale e di personalità. Oggi, giorno del suo ventisettesimo compleanno, è il momento di bilanci sia per Bernardeschi sia per la società. Fabio Paratici dovrà prendere decisioni importanti quest’estate per cercare di dare a Pirlo una rosa sempre più competitiva. Il contratto di Bernardeschi scadrà nel giugno del 2022 e la società dovrà metterlo in vendita nella prossima sessione di mercato per evitare di perderlo a zero nella prossima stagione.

Mino raiola
Mino Raiola, noto procuratore di mercato

Il suo nuovo procuratore, Mino Raiola, avrà l’arduo compito di cercare una nuova collocazione per il suo assistito dopo aver fatto dei sondaggi la prossima stagione. La speranza della maggior parte dei tifosi bianconeri è che Pirlo eviti di dare ulteriori occasioni al carrariro, stufi di assistere ancora a questo tipo di prestazioni. Nelle prossime gare dovrebbero rientrare sia Dybala sia Ramsey, dunque le occasioni per Bernardeschi sono destinate a diminuire ulteriormente. La prossima stagione dovrà essere quella della ricostruzione di tutta la rosa, viste le imminenti scadenze di alcuni contratti pesanti, e la Juventus si gioca una buona fetta di futuro. Le strade tra la Juventus e Bernardeschi saranno destinate a dividersi anche perché sarà impossibile aspettarsi un cambio di marcia nei mesi restanti di questa stagione.  Un vero peccato sia dal punto di vista economico sia tecnico, ma la Juventus non può permettersi di aspettare Bernardeschi e Pirlo dovrà solamente arrendersi.

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