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Rabiot assist e poco più, Bentancur disastroso, McKennie assente: quanto è importante Arthur?

Il centrocampo bianconero continua ad essere il tallone d’Achille di questa rosa, i nuovi innesti McKennie e Arthur sembravano aver dato nuova linfa al reparto ma il ko del brasiliano ha fatto ripiombare nel baratro l’intero comparto

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Arthur, centrocampista della Juventus @imagephotoagency

Pogba, Pirlo, Marchisio e Vidal, il centrocampo della Juventus 2014/2015 era uno dei reparti migliori a livello europeo sia dal punto di vista tecnico sia fisico. Quel centrocampo, con  tutti i suoi interpreti, fece la fortuna di Massimiliano Allegri che ereditò la squadra dal “fuggiasco” Conte.

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Marchisio, ex centrocampista della Juventus

In quell’anno il tecnico livornese riuscì inaspettatamente a portare i bianconeri alla finale di Berlino. Un  squadra costruita negli anni mattoncino dopo mattoncino dal duo Marotta e Paratici, che tra colpi a sorpresa e parametri zero, erano riusciti ad allestire una formazione capace di lottare per il più prestigioso titolo europeo. Ma dopo quella meravigliosa cavalcata il mosaico cominciò sgretolarsi e perdere pezzi anno dopo anno. Il primo a lasciare la compagnia fu proprio l’attuale tecnico bianconero che, dopo l’infausta finale persa per 3-1 contro il Barcellona di Luis Enrique, decise di trasferirsi a New York e chiudere la carriera nella Mayor League Soccer.

Non sarà il solo perché nella stessa sessione di mercato la Juventus perse un altro pezzo: Arturo Vidal, anima dell’intero reparto soprattutto negli anni di Conte, si trasferì al Bayern di Monaco per 40 milioni di euro. Quattro anni, 171 partite e 48 gol in maglia bianconera vincendo da assoluto protagonista 4 Scudetti consecutivi, 2 Supecoppe italiane e una Coppa Italia. L’estate successiva, quella del 2016, arrivò il colpo di grazia per tutti i tifosi della Juventus: stavolta a fare le valigie fu il più talentuoso della rosa, Paul Pogba. Il 9 agosto il Manchester United infatti ufficializzò il trasferimento del centrocampista francese per la “modica” cifra di 105 milioni di euro pagabili in due anni. Il centrocampista concluse così la sua esperienza in bianconero a soli 23 anni dopo quattro stagioni per tornare alla casa madre.  Questa operazione di mercato generò una plusvalenza record di 72,6 milioni di euro. Ma le plusvalenze non scendono in campo e non posso essere schierati dagli allenatori.

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Il mercato non valorizza il centrocampo

La Juventus, Pjanic a parte, non è stata più capace di investire in un reparto che resta il più importante soprattutto nel calcio contemporaneo. Fino alla finale di Cardiff il duo Khedira-Pjanic ha retto il confronto con il centrocampo del 2015, salvo poi sciogliersi come neve al sole nelle ultime stagioni . Negli anni successivi la Juventus non ha apportato nessun significativo investimento all’intero reparto puntando sui parametri zero e ritrovandosi in rosa giocatori come Matuidi, che oltre la generosità in campo non hanno innalzato minimamente il livello tecnico del centrocampo. L’acquisto quest’estate di Arthur Melo dal Barcellona sembrava una vera e propria benedizione, una svolta che tutti i tifosi aspettavano da tempo. Finalmente il centrocampista che i tifosi bianconeri aspettavano da tempo: forte tecnicamente e capace di dettare i tempi dell’intera squadra.

Le prime uscite con la Juventus non hanno convinto molto, infatti Pirlo spesso gli ha preferito Bentancur. Ma la partita contro i suoi ex compagni, nell’ultima gara del girone,  lo ha consacrato definitivamente riuscendo a prendere in mano le redini dell’intero reparto. Gara dopo gara, il brasiliano è riuscito a guadagnarsi la fiducia del mister e dei compagni. L’infortunio subito nella sfida contro l’Atalanta di campionato però ha condizionato le sue ultime prestazioni: adesso il brasiliano è a riposo e rischia seriamente di finire sotto i ferri. Un suo intervento, per rimuovere la calcificazione formatasi per il trauma contusivo subito, potrebbe voler dire finire anzitempo la stagione.

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Arthur, centrocampista della Juventus

Un grandissimo problema per Pirlo che non ha alternative al brasiliano in rosa. La partita di ieri sera contro il Porto ha messo a nudo tutti i problemi della mediana bianconera.  I limiti del centrocampo sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Al Do Dragao, la Juventus ha faticato tantissimo ad eludere il pressing avversario, non è riuscita a palleggiare e non ha nessuno in rosa che possa dettare i tempi. L’errore di Bentancur è solo l’ultimo in ordine cronologico: in tutte le gare della stagione ha perso palloni sanguinosissimi davanti alla propria area di rigore ma ha avuto la fortuna dalla sua parte. Ieri la dea bendata si è girata dall’altra parte e la frittata è stata servita: retropassaggio errato al portiere e 1 a 0 per il Porto. Nelle ultime gare Pirlo aveva provato a far convivere i due centrocampisti, Arthur e Bentancur, riuscendo ad avere una buona uscita palla.

Il doppio “play” sembrava essere la giusta soluzione per sopperire ai problemi strutturali di questa squadra. L’infortunio ha privato il tecnico bianconero di uno dei suoi uomini migliori lasciando l’uruguaiano con i soli McKennie e Rabiot. Il centrocampista texano sembrava poter essere il nuovo “Vidal”, l’uomo capace di inserirsi segnare e recuperare i palloni nella propria trequarti e in quella avversaria. Il giocatore perfetto capace di fare da collante tra i due il centrocampo e l’attacco. L’americano dopo una partenza a razzo ha avuto un momento di flessione anche a causa di qualche problemino fisico. Ieri ha sofferto parecchio contro la retroguardia portoghese fino a quando Pirlo ha deciso di sostituirlo con Morata. A sua discolpa c’è da dire che Pirlo continua a chiedergli compiti da rifinitore che il centrocampista ex Schalke 04 non ha nelle sue caratteristiche. Non è un caso che la flessione di Weston McKennie e l’assenza di Arthur Melo sono concise con le peggiori prestazioni dei bianconeri in questa stagione.

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Le altre due caselle del centrocampo bianconero sono occupate dai due parametri zero: Ramsey e Rabiot. Il gallese è la grande delusione di queste due stagioni: le qualità tecniche non sono mai state messe in discussione ma fino ad ora ha dimostrato la stessa tenuta fisica di Khedira negli ultimi due anni.  Il francese è stato l’unico a tenere botta nella serata di ieri, o almeno l’ultimo ad arrendersi. L’assist per il gol di Chiesa dimostra ancora una volta che il francese è capace di inserirsi negli spazi ma fa fatica ad uscire dalla prima pressione. Pirlo come i suoi due predecessori, Allegri e Sarri, deve confrontarsi con un reparto che non ha le caratteristiche per attuare un determinato stile di gioco e che è palesemente inferiore a quelli dei principali top team europei. Il nocciolo della questione è tutto qui. Un reparto smantellato negli anni e mai rinnovato con un progetto, con un idea. Si è sempre scelto in base a quello che il mercato aveva da offrire, alle “occasioni” , non c’è mai stata un’idea da perseguire.

Ora il giovane e inesperto tecnico bianconero ha l’arduo compito di risolvere questa annosa questione per cercare di portare a termine una stagione che non può in alcun modo essere fallimentare. La Juventus deve raggiungere il quarto posto in campionato e superare il Porto soprattutto per evitare ulteriori problemi economici. Andrea Pirlo e il suo staff devono cercare di ottenere il massimo da questa squadra utilizzando tutto il materiale tecnico a disposizione: il giovane Fagioli e l’utilizzo di Kulusevski nel ruolo di mezzala potrebbero essere le giuste strade da intraprendere per cercare di uscire da questa crisi. Comunque vada a finire questa stagione la dirigenza bianconera avrà un gran bel lavoro quest’estate per rivoluzionare questa squadra. Il centrocampo dovrà essere cambiato quasi totalmente: la squadra non può permettersi di dipendere da un unico giocatore. Il destino della Juventus di quest’anno è appeso ad un filo: Arthur. La sua mancanza e la sua uscita anzitempo da questa stagione potrebbero affossare definitivamente i bianconeri. Toccherà a Pirlo salvare questa stagione.