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Pirlo, gioco assente: poche idee, serve essere concreti

Federico Chiesa
Federico Chiesa, centrocampista della Juventus

Non è un buon momento in casa Juventus, i bianconeri, infatti, faticano a costruire e a concretizzare, tanto che nelle ultime 4 gare stagionali hanno segnato soltanto 3 gol, di cui un’autorete. Morata non segna da 9 gare in campionato, Dybala è stato quasi sempre assente e fin ora ha contribuito a 4 gol, 2 reti e 2 assist. Kulusevski non sembra più il giocatore di inizio stagione, Ronaldo sta mancando di continuità, Bernardeschi non è mai riuscito ad incidere e Chiesa è l’unico che non sta sbagliando una prestazione, ma l’ex Fiorentina non può reggere da solo il peso di una squadra che per ammissione del suo presidente e del suo tecnico punta a vincere tutto.

Paulo dybala attaccante della Juventus
Paulo Dybala, attaccante della Juventus

La Juventus, quest’anno, tra esperimenti di Pirlo, Covid e infortuni, non ha quasi mai schierato gli stessi 11 e questo non ha permesso alla squadra di trovare ancora un’identità di gioco ben precisa. Nell’ultimo periodo, con il centrocampo Arthur-Bentancur-McKennie, la Juventus sembrava aver trovato un’idea di gioco, ma l’infortunio del brasiliano, unito a quello contemporaneo del leader difensivo e primo regista, Bonucci ha spiazzato Pirlo che è ripiombato nel buio senza nessun’alternativa valida in costruzione. La Juventus quindi ha ripreso a faticare a costruire dal basso, come vuole il suo allenatore, che anche in una situazione di emergenza come quella attuale non vuole cambiare la sua idea. Con l’Inter in Coppa Italia hanno fatto la differenza i dettagli e la capacità di sfruttare gli errori dei nerazzurri all’andata oltre ad un paio di salvataggi sulla linea, ma questo non può bastare, soprattutto in Europa.

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Pirlo, allenatore della Juventus

L’idea del tecnico bianconero Pirlo, è sempre stata quella di dominare il gioco, sin dalla prima costruzione dal basso. Pare però evidente, come senza determinati elementi, Bonucci, Arthur e Cuadrado su tutti, la praticabilità del calcio di Pirlo cali drasticamente. Senza infatti elementi abili ed esperti nella costruzione della manovra e del giro-palla, si può incappare in errori gravi come quelli commessi ieri. La palla persa da Bentancur dopo appena 1′ infatti, è frutto dell’idea di non buttare mai via la palla, che però se applicata con giocatori non portati a quest’idea, può essere controproducente. La storia della Juventus, parla di una squadra che quasi mai ha tenuto il possesso palla ma che invece è sempre stata spietata in fase offensiva colpendo sempre al momento giusto. Ieri la Juventus ha creato una sola vera palla gol in 90′ e per fortuna di Pirlo, Chiesa non ha sbagliato mantenendo aperto il discorso qualificazione. Una prestazione, però, come quella di ieri, dove la prima e unica occasione da gol la crei al minuto 82′, non può che essere definita negativa e non solo per i due errori sui gol del Porto.

La gara della Juventus è stata infatti negativa in toto, con la squadra bianconera che ha tenuto pala per più del 60% del tempo, senza però mai far sfruttare questo vantaggio, il Porto ha infatti concesso pochissimo spazio ai bianconeri che non sono stati in grado di far girare velocemente il pallone per colpire gli avversari. La fase difensiva dei bianconeri poi ha mostrato molte lacune, perché se la prima rete nasce da un’errore individuale, seppur viziato da un’ottimo pressing del Porto, la seconda è ancora meno accettabile. Il gol del 2-0 infatti, nasce ad inizio ripresa da un’azione di sfondamento di Manafa al quale Alex Sandro lascia fare quello che vuole, Marega poi è bravo a battere Szczesny, ma l’attaccante maliano è solo in mezzo 6 uomini della Juventus che non riescono ad impedire la rete.

Pirlo, Chiesa e Ronaldo non possono bastare: il portoghese manca anche di continuità

Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus, si dispera dopo il rigore parato da Gollini

In queste ultime 4 gare della Juventus, sono solo due i giocatori che in maniera alternata sono stati decisivi e protagonisti, Chiesa e Ronaldo. Il portoghese, però a differenza dell’ex Fiorentina, solo in due di queste 4 ha offerto una prestazione sufficiente. Con Napoli e Porto, Ronaldo è stato infatti un fantasma, mentre contro la Roma è andato in gol e contro l’Inter in Coppa Italia ha sfiorato la rete in un paio di occasioni. Chiesa invece ha giocato 3 di queste 4 gare da titolare, segnando ieri, risultando il migliore a Napoli, giocando una buona gara contro la Roma e subentrando solo nel finale contro l’Inter. Oltre Ronaldo e Chiesa, però c’è davvero poco. Kulusevski infatti ce lo si ricorda solo per la sterzata che ha portato all’autorete di Ibanez, troppo poco in 4 gare.

Morata non ha mai inciso, sbagliando anche qualcosa di troppo sotto porta e Bernardeschi non è mai stato protagonista, sbagliando anche una clamorosa occasione a Napoli. Pirlo ieri ha ammesso che Morata non stava bene e che nel post gara ha pure avuto uno svenimento, difficile quindi pensare possa essere in una buona condizione lunedì. Dybala era in panchina, ma indisponibile, lunedì potrebbe avere qualche minuto ma il grande obiettivo è averlo a pieno servizio il 9 marzo per la gara di ritorno a Torino contro il Porto. Pirlo quindi dovrà fare un grande lavoro su chi c’è, cercando di riportare Ronaldo ad essere continuo, il portoghese in questa stagione si è spremuto, saltando davvero poche gare e questo lo sta pagando con un rendimento mediamente più basso, anche se il numero dei gol, 16 solo in campionato sono comunque importanti.

Crotone, Verona, Spezia e Lazio: quattro sfide da 12 punti prima del Porto

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Ieri la Juventus ha perso 2-1 in casa del Porto, la gara di ritorno contro i portoghesi sarà il 9 marzo a Torino, ma prima la Juventus affronterà 4 gare di campionato dalle quali è obbligatorio portare via 12 punti. Nel girone d’andata, la Juventus ne vinse una sola, contro lo Spezia e pareggiò le restanti tre contro Crotone e Verona, senza Ronaldo,e contro la Lazio allo scadere con la rete di Caicedo. In questo girone di ritorno la Juventus deve dimostrare una maturità diversa e fare 4 vittorie su 4 per rimettersi in corsa in modo prepotente e avvicinarsi il più possibile ad Inter e Milan. Centrare 4 successi di fila, sarebbe poi fondamentale per arrivare nel modo migliore alla sfida che in quel momento sarà la gara più importante della stagione la gara di ritorno contro il Porto, un eliminazione infatti vorrebbe dire fallire in modo clamoroso l’obiettivo Champions per la terza stagione di fila contro un avversario che sulla carta era considerato di secondo piano.

La Juve negli ultimi 4 scontri diretti in Champions ha sempre mancato la vittoria nella gara d’andata, perso 2-0 con l’Atletico, pareggiato 1-1 ad Amsterdam contro l’Ajax e perso 1-0 a Lione, prima della sconfitta di ieri 2-1 a Oporto. Nei 3 casi precedenti solo contro l’Atletico la Juve ribaltò la situazione, grazie alla tripletta di CR7. Con l’Ajax arrivò addirittura una clamorosa sconfitta 1-2 allo Stadium con le reti per i lancieri di De Ligt e Van De Beek e l’inutile centro di Ronaldo per la Juventus. L’anno scorso poi la Juve di Sarri batte 2-1 il Lione ma per la rete segnata fuori casa la squadra di Garcia passò il turno. Arrivare alla gara col Porto con 12 punti in saccoccia, è quindi fondamentale per provare a centrare una rimonta ed una qualificazione chiave per una stagione che in caso contrario potrebbe prendere una cattiva piega.