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Juventus, il peso di Arthur: recuperarlo è fondamentale

Il centrocampo bianconero continua ad essere il punto debole di questa rosa, Pirlo spera di recuperare Arthur il prima possibile ed evitare che debba ricorrere all’intervento per guarire. Nel frattempo il tecnico bianconero studi nuove soluzioni in vista della gara contro il Crotone

Juventus, sprazzi di vero Arthur: Pirlo trova finalmente il suo top player
Arthur, centrocampista della Juventus @imagephotoagency

L’acquisto quest’estate di Arthur Melo dal Barcellona sembrava una vera e propria benedizione, una svolta che tutti i tifosi aspettavano da tempo. Finalmente dopo tanti anni la Juventus avrebbe avuto un giocatore capace di innalzare il livello tecnico di tutto il centrocampo bianconero.  Il centrocampista che i tifosi bianconeri aspettavano da tempo: forte tecnicamente e capace di dettare i tempi dell’intera squadra. Le prime uscite con la Juventus non hanno convinto molto, infatti Pirlo spesso gli ha preferito Bentancur.

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Arthur, centrocampista della Juventus

Ma la partita contro i suoi ex compagni al Camp Nou, nell’ultima gara del girone,  lo ha consacrato definitivamente riuscendo a prendere in mano le redini dell’intero reparto. Gara dopo gara, il brasiliano è riuscito a guadagnarsi la fiducia del mister e dei compagni. L’immagine chiave del suo apporto alla squadra è il suo ingresso nella finale di Supercoppa contro il Napoli. Appena entrato la Juventus ha non ha più subito azioni pericolose da parte dei partenopei e ha dato il via all’azione che ha portato al gol Morata. L’infortunio subito nella sfida contro l’Atalanta di campionato però ha condizionato le sue ultime prestazioni: adesso il brasiliano è a riposo e rischia seriamente di finire sotto i ferri. Un suo intervento, per rimuovere la calcificazione formatasi per il trauma contusivo subito, potrebbe voler dire finire anzitempo la stagione.

Arthur titolare, Pirlo non ha alternative

La Juventus sta monitorando il calciatore giorno per giorno come testimonia anche il brasiliano nel suo profilo Instagram. Un grandissimo problema per Pirlo che non ha alternative al brasiliano in rosa. La partita di ieri sera contro il Porto ha messo a nudo tutti i problemi della mediana bianconera.  I limiti del centrocampo sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Al Do Dragao, la Juventus ha faticato tantissimo ad eludere il pressing avversario, non è riuscita a palleggiare e non ha nessuno in rosa che possa dettare i tempi. L’errore di Bentancur è solo l’ultimo in ordine cronologico: in tutte le gare della stagione ha perso palloni sanguinosissimi davanti alla propria area di rigore ma ha avuto la fortuna dalla sua parte. Ieri la dea bendata si è girata dall’altra parte e la frittata è stata servita: retropassaggio errato al portiere e 1 a 0 per il Porto. Nelle ultime gare Pirlo aveva provato a far convivere i due centrocampisti, Arthur e Bentancur, riuscendo ad avere una buona uscita palla.

Rodrigo Bentancur, Juventus
Rodrigo Bentancur, Juventus

Il doppio “play” sembrava essere la giusta soluzione per sopperire ai problemi strutturali di questa squadra. L’infortunio ha privato il tecnico bianconero di uno dei suoi uomini migliori lasciando l’uruguaiano con i soli McKennie e Rabiot. Il centrocampista texano sembrava poter essere il nuovo “Vidal”, l’uomo capace di inserirsi segnare e recuperare i palloni nella propria trequarti e in quella avversaria. Il giocatore perfetto capace di fare da collante tra i due il centrocampo e l’attacco. L’americano dopo una partenza a razzo ha avuto un momento di flessione anche a causa di qualche problemino fisico. Ieri ha sofferto parecchio contro la retroguardia portoghese fino a quando Pirlo ha deciso di sostituirlo con Morata. A sua discolpa c’è da dire che Pirlo continua a chiedergli compiti da rifinitore che il centrocampista ex Schalke 04 non ha nelle sue caratteristiche.

Juventus, un arma in più in vista del Barcellona: McKennie è pronto
Weston McKennie, centrocampista della Juventus

Non è un caso che la flessione di Weston McKennie e l’assenza di Arthur Melo sono concise con le peggiori prestazioni dei bianconeri in questa stagione. Le altre due caselle del centrocampo bianconero sono occupate dai due parametri zero: Ramsey e Rabiot. Il gallese è la grande delusione di queste due stagioni: le qualità tecniche non sono mai state messe in discussione ma fino ad ora ha dimostrato la stessa tenuta fisica di Khedira negli ultimi due anni.  Il francese è stato l’unico a tenere botta nella serata di ieri, o almeno l’ultimo ad arrendersi. L’assist per il gol di Chiesa dimostra ancora una volta che il francese è capace di inserirsi negli spazi ma fa fatica ad uscire dalla prima pressione. Pirlo come i suoi due predecessori, Allegri e Sarri, deve confrontarsi con un reparto che non ha le caratteristiche per attuare un determinato stile di gioco e che è palesemente inferiore a quelli dei principali top team europei. Il nocciolo della questione è tutto qui.

Tanti obiettivi

Un reparto smantellato negli anni e mai rinnovato con un progetto, con un idea. Si è sempre scelto in base a quello che il mercato aveva da offrire, alle “occasioni” , non c’è mai stata un’idea da perseguire. Ora il giovane e inesperto tecnico bianconero ha l’arduo compito di risolvere questa annosa questione per cercare di portare a termine una stagione che non può in alcun modo essere fallimentare. La Juventus deve raggiungere il quarto posto in campionato e superare il Porto soprattutto per evitare ulteriori problemi economici. Andrea Pirlo e il suo staff devono cercare di ottenere il massimo da questa squadra utilizzando tutto il materiale tecnico a disposizione: il giovane Fagioli e l’utilizzo di Kulusevski nel ruolo di mezzala potrebbero essere le giuste strade da intraprendere per cercare di uscire da questa crisi. Il giovane Fagioli potrebbe essere la strada giusta da intraprendere per cercare di uscire da questa crisi. Agnelli nella scorsa stagione dopo l’eliminazione con il Lione si era lamentato del fatto che la Juventus fosse una delle rose più vecchie d’Europa. La linea verde, intrapresa nella campagna acquisti estiva, non deve essere messe in discussione. La società bianconera deve tornare alle origini, studiare il suo passato e l’etimologia del suo nome: Gioventù.

Mercato da rivoluzione

Comunque vada a finire questa stagione la dirigenza bianconera avrà un gran bel lavoro quest’estate per rivoluzionare questa squadra. Il centrocampo dovrà essere cambiato quasi totalmente: la squadra non può permettersi di dipendere da un unico giocatore. Il destino della Juventus di quest’anno è appeso ad un filo: Arthur. La sua mancanza e la sua uscita anzitempo da questa stagione potrebbero affossare definitivamente i bianconeri. Nel frattempo a Pirlo toccherà salvare questa stagione e magari farsi aiutare da Fagioli. Le sorti del centrocampo bianconero potrebbero essere affidate a lui già nella gara interna contro  il Crotone di lunedì. Sarebbe un bel segnale per il calcio italiano e Pirlo dimostrerebbe di dare fiducia ai giovani anche nelle occasioni importanti come già fatto in occasione degli esordi degli otto giocatori provenienti dall’Under 23. Il destino della stagione della Juventus potrebbe essere nei piedi di De Ligt, Demiral, Fagioli, Chiesa e Kulusevki: il futuro è già presente.

Porto Juventus, Federico Chiesa
Porto Juventus, Federico Chiesa

Ma intanto Pirlo proverà fino all’ultimo a recuperare il brasiliano che unica fonte di gioco e unico giocatore capace di far fare il salto di qualità a questa squadra soprattutto dal punto di vista europeo. I risultati negativi sono quasi tutti coincisi con l’assenza di Arthur dalla formazione titolare. Comunque vada a finire questa stagione la dirigenza bianconera avrà un gran bel lavoro quest’estate per rivoluzionare questa squadra. Il centrocampo dovrà essere cambiato quasi totalmente: la squadra non può permettersi di dipendere da un unico giocatore. Il destino della Juventus di quest’anno è appeso ad un filo: Arthur. La sua mancanza e la sua uscita anzitempo da questa stagione potrebbero affossare definitivamente i bianconeri. Toccherà a Pirlo salvare questa stagione.