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Porto-Juventus, i bianconeri ripartono da Oporto: sarà la partita della volta?

Contro il Porto per rilanciare la carriera europea di questa Juventus targata Andrea Pirlo: il passato può aiutare il presente, nel 2017 ci pensarono Dani Alves e Marko Pjaca

Festeggiamenti Juventus
Festeggiamenti Juventus

Si avvicina il fischio d’inizio di Porto-Juventus, sfida valida per gli ottavi di finale di andata di Champions League. Teatro dell’incontro, sarà lo stadio Do Dragao di Oporto, che ospiterà un match sulla carta abbordabile per i bianconeri, ma di certo da non prendere sotto gamba. Le recenti esperienze contro Ajax e Lione insegnano che in questa competizione i pronostici possono essere sovvertiti, soprattutto qualora si scendesse in campo non con la giusta mentalità. La squadra di Andrea Pirlo è reduce dalla bruciante sconfitta incassata al Maradona di Napoli e vuole riscattarsi, fornendo soprattutto una prestazione all’altezza delle aspettative. Per i campioni d’Italia si tratta di uno snodo fondamentale per capire i reali valori del gruppo e per capire fin dove può spingersi la Juventus in Champions League.

Fare ritorno a Torino con una vittoria potrebbe costituire una seria ipoteca per il passaggio del turno, ma sarà altrettanto fondamentale non subire gol. Detto questo, la Vecchia Signora spera di poter contare sul contributo dei suoi attaccanti, apparsi parecchio sottotono nelle ultime uscite stagionali, tra campionato e Coppa Italia. Tuttavia, l’atmosfera europea, solitamente, galvanizza giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo ed Alvaro Morata, pronti a riprendersi per mano la Juventus, trasconandola verso prestigiosi traguardi. La metà del mese di febbraio, coincide con il ritorno della Champions League, habitat naturale di CR7, il quale si scalda e si prepara a fornire prestazioni di alto livello.

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Porto-Juventus, nel 2017 le reti di Pjaca e Dani Alves stendono i lusitani

La rete di Dani Alves (Porto-Juventus del 2017)

La partita tra Porto e Juventus di questa sera, si disputerà in un clima surreale, in uno stadio Do Dragao deserto. D’altronde non si può fare altrimenti, siprattutto in un Paese come il Portogallo che in questi giorni sta facendo seriamente i conti con una nuova ondata di contagi da Covid-19. I bianconeri sono sbarcati ad Oporto nel tardo pomeriggio di ieri e si sono recati immediatamente nell’albergo che li ospiterà fino a questa sera. Fino al momento di scendere in campo, non saranno consentiti spostamenti, il ché evidenzia ancor di più lo stato di allerta che si starebbe vivendo in terra lusitana, con la Juventus che si trova a vivere in una cosiddetta bolla, creata appositamente per non rischiare ulteriori contagi.

Insomma, la partita contro il Porto si disputerà in un clima diametralmente opposto rispetto a quello che si respirava solamente quattro anni fa, quando le due squadre si sono affrontate per l’ultima volta durante gli ottavi di finale di Champions League della stagione 2016/2017. All’epoca era il 22 febbraio 2017 e lo scenario che si presentava era straordinario, con uno stadio Do Dragao tutto esaurito in ogni ordine di posto. La Juventus era reduce dalla vittoria sul Palermo per 4-1, partita che viene ricordata soprattutto per la furibonda lite tra Leonardo Bonucci e Massimiliano Allegri. Alterco che portò il numero 19 ad essere escluso dalla lista dei convocati, finendo ad assistere all’incontro seduto su uno sgabello posto di fianco alla tribuna dirigenziale del club bianconero.

La Juventus dominò per larghi tratti la partita, ma il risultato rimase inchiodato sullo 0-0 fino al minuto numero 72, quando Marko Pjaca trafisse il portiere avversario con un micidiale destro al volo dopo un batti e ribatti nell’area del Porto. Primo gol con la maglia della Vecchia Signora per lo sfortunato attaccante croato, che solamente un mese dopo subì il primo grave infortunio della sua carriera che lo ha tenuto lontano dalla Continassa anche durante gli anni a venire. Comunque sia, due minuti dopo, Dani Alves firmò la rete del raddoppio, che permise alla Juventus di mettere i sigilli sulla partita e sulla qualificazione, tenendo conto del doppio vantaggio siglato in trasferta.

La rete di Marko Pjaca (Porto-Juventus 2017)

Il match di ritorno si  disputò il 14 marzo successivo all’Allianz Stadium di Torino e terminò 1-0 grazie al rigore trasformato da Paulo Dybala al 42’ del primo tempo. In seguito, i campioni d’Italia affrontarono il Barcellona ai quarti di finale e si imposero 3-0 in casa ed impattarono 0-0 al Camp Nou. Un doppio confronto straordinario da parte della squadra allenata da Massimiliano Allegri, in grado di non subire nemmeno una rete contro i blaugrana, nella cui formazione presenziavano giocatori del calibro di Lionel Messi, Neymar, Luis Suarez e via dicendo. Insomma, con quella prestazione, la Juventus si guadagnò praticamente l’accesso alla finalissima di Cardiff, arrivata dopo aver sconfitto il Monaco nelle semifinali. E tutto è iniziato dal doppio confronto contro il Porto agli ottavi di finale di Champions League.

Contro il Porto per rilanciarsi in Champions

I tifosi bianconeri sperano che anche questa volta si possa ripetere un percorso simile, soprattutto dopo aver eliminato i lusitani, ma con una sola differenza: la conquista della coppa dalle grandi orecchie. Impresa parecchio complicata, specie per una squadra in costruzione come quella dei campioni d’Italia, con Andrea Pirlo che starebbe ancora cercando di trovare una precisa identità del gioco che intenderebbe sviluppare con gli uomini che ha a disposizione. Caso curioso, nemmeno questa sera Leonardo Bonucci sarà in campo, questa volta a causa di un problema muscolare accusato durante l’allenamento di ieri.

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Non prenderanno parte alla trasferta di Oporto, come ormai noto, nemmeno Arthur e Cuadrado: il brasiliano potrebbe stare fuori per circa un mese, a causa di una calcificazione al ginocchio, mentre le condizioni del colombiano verranno rivalutate tra una decina di giorni, avendo accusato un infortunio muscolare alla coscia durante la sfida di sabato scorso. Regolarmente convocato, dopo più di un mese dall’ultima volta, anche Paulo Dybala, che potrebbe costituire per Pirlo una valida alternativa ai due attaccanti titolari.

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Arthur, centrocampista della Juventus

Ciononostante, il Maestro, in conferenza stampa, avrebbe dichiarato che l’argentino difficilmente verrà rischiato dopo uno stop così lungo, per cui il rientro in campo della Joya si potrebbe verificare nel corso del prossimo impegno di campionato, contro il Crotone. Figura nell’elenco dei convocati anche Aaron Ramsey, al rientro dopo un paio di settimane, il quale potrebbe permettere a Pirlo di variare l’impostazione del centrocampo della Juventus. Buone notizie anche sul fronte McKennie, che dovrebbe scendere in campo dal primo minuto, dopo essere subentrato nel secondo tempo della sfida contro il Napoli. Il texano era reduce da qualche acciacco muscolare di troppo, il ché avrebbe preoccupato lo stesso Pirlo, che però sembrerebbe intenzionato a concedergli una maglia da titolare.

Una linea mediana composta da Bentancur, Rabiot e McKennie appare più bilanciata rispetto a quella che si sarebbe vista al Maradona sabato scorso. Sia l’uruguayano che il francese sono ottimi interditori di gioco, ma risultano spesso poco dinamici e poco abili nell’impostare il gioco con rapide verticalizzazioni. La presenza dell’ex Schalke 04 potrebbe rappresentare una buona soluzione, essendo molto rapido nella lettura delle azioni ed in grado di svariare su tutto il fronte offensivo avversario. La mancanza di Arthur potrebbe farsi sentire, poiché il brasiliano è l’unico centrocampista della Juventus che al momento presenta caratteristiche simili a quelle di un playmaker.

Tuttavia, Pirlo starebbe cercando di istruire Bentancur e Rabiot a giocare di conseguenza, ma per il momento i risultati non avrebbero rispettato le alternative. La Vecchia Signora dispone di parecchie soluzioni per provare a scardinare l’attenta difesa del Porto, che nelle ultime sei partite di Champions League al Do Dragao ha mantenuto la porta inviolata in cinque occasioni. Per segnare, la Juventus ha bisogno del suo tandem offensivo di fiducia composto da Morata e Cristiano Ronaldo. Ma non sono da escludere possibili colpi di scena, con gol provenienti da chi non ti aspetti, come accaduto nel 2017, quando a segnare furono Marko Pjaca e Dani Alves.