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Juventus, una joya per Pirlo: Dybala verso il rientro

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Paulo Dybala, attaccante della Juventus

È iniziata l’operazione Porto per la Juventus di Andrea Pirlo che domani sera affronterà la squadra lusitana allo stadio Do Dragao. Si tratta di un match fondamentale per l’accesso ai quarti di finale di Champions League, al quale i bianconeri giungono con i favori del pronostico, come accaduto negli ultimi due anni. Tuttavia, come insegnano le esperienze Ajax e Lione, mai sottovalutare l’avversario in una competizione come la Champions, in quanto le cattive sorprese sono sempre dietro l’angolo. La Juventus è reduce dalla cocente sconfitta di Napoli e vuole ripartire proprio battendo il Porto in trasferta, ponendo così una seria ipoteca sulla qualificazione ai quarti. Per la Vecchia Signora, sarà importante, domani sera, non subire gol, in vista della sfida di ritorno in programma per il 9 marzo prossimo. Altro dato da tenere in considerazione, al quale Andrea Pirlo dovrà prestare particolare attenzione, è l’impenetrabilità della difesa del Porto, capace di non subire gol in casa in cinque degli ultimi sei scontri al Do Dragao.

Ranking UEFA, Juventus nella Top 5: scavalcato l'Atletico Madrid
Alvaro Morata, attaccante della Juventus

Per riuscire a scardinare la retroguardia lusitana, il Maestro conta di riavere in piena forma la coppia d’attacco formata da Alvaro Morata e Cristiano Ronaldo, entrambi apparsi parecchio sottotono nelle ultime uscite. Durante la fase a gironi, lo spagnolo è stato protagonista di partite davvero eccezionali, condite da gol pesantissimi ed assist parecchio importanti. Stesso discorso vale per CR7, che fino a dicembre è stato impeccabile con l’ex Real Madrid al suo fianco, ma questa non è una novità, poiché tutti conoscono le indiscutibili qualità di Cristiano Ronaldo. Ciononostante, bisogna fare i conti con la realtà e con due attaccanti che in questo inizio di 2021 sono apparsi stanchi e parecchio appannati. La mancanza di un ricambio si sta facendo sentire e l’adattamento di Dejan Kulusevski nel ruolo di punta non starebbe convincendo. Durante il mercato di gennaio, la Juventus non ha acquistato la tanto sospirata quarta punta e finora, Andrea Pirlo si è trovato in una situazione di difficoltà. Ecco perché il rientro dall’infortunio di Paulo Dybala in un momento così delicato potrebbe risultare determinante per i bianconeri.

Paulo Dybala attaccante della Juventus
Paulo Dybala, attaccante della Juventus

Juventus, Dybala si gioca il futuro, Pirlo il suo jolly

Juventus in partenza alla volta di Oporto, dove domani affronterà al Do Dragao la squadra locale nella sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Il match si disputerà in condizioni di allerta, in quanto il Portogallo è una delle Nazioni in cui il ritorno del Covid-19 sta provocando ondate di nuovi casi e di morti. Detto questo, i bianconeri sbarcheranno in terra lusitana giusto per giocare il match, alloggerà in una specie di “bolla” e gli unici spostamenti consentiti saranno quelli per andare dall’albergo allo stadio e viceversa. Una trasferta alla quale non prenderanno parte Arthur e Cuadrado, alle prese il primo con una calcificazione al ginocchio, il secondo con un problema muscolare accusato durante la sfida di campionato NapoliJuventus. Non partirà per Oporto nemmeno Leonardo Bonucci, infortunatosi durante la sessione di allenamento odierna. Particolarmente sfortunato il numero 19, che nemmeno stavolta sarà in campo al Do Dragao, come avvenne nella tanto famosa partita del 2017 che lo vide gustarsi la partita seduto su uno sgabello in tribuna, accanto ai dirigenti del club torinese.

Dovrebbero partire insieme al resto del gruppo, secondo Sky Sport, anche Aaron Ramsey e Paulo Dybala, tornati ad allenarsi, seppur parzialmente, con i propri compagni. Particolarmente importante è il recupero del numero 10, che permetterà ad Andrea Pirlo di avere a disposizione un attaccante di riserva pronto a subentrare in caso di necessità. Tuttavia, è sconsigliabile forzare il rientro dell’argentino, come accaduto lo scorso anno, poiché la Juventus non può permettersi eventuali ricadute. Detto questo, per la Vecchia Signora sarà importante chiudere il discorso contro il Porto senza troppi patemi, cosicché Dybala non corra il rischio di tornare in campo con il rischio di farsi male nuovamente. Con il rientro della Joya, i bianconeri potranno contare su un giocatore diverso da Alvaro Morata, in grado di partire da dietro impostando l’azione e favorendo l’inserimento in area di Federico Chiesa e di Weston McKennie, oltre al solito Cristiano Ronaldo.

Federico Chiesa, centrocampista della Juventus
Federico Chiesa, centrocampista della Juventus

Le prossime partite che disputerà l’ex Palermo saranno molto importanti anche per definire il futuro del classe 1993, che ancora non ha trovato l’accordo per il rinnovo di contratto con la Juventus. Le controparti sono ferme nelle loro posizioni iniziali, con i dirigenti intenzionati a non offrire più di 12 milioni di euro, bonus compresi, per un prolungamento fino al 2025. Dybala, invece, per firmare, ne vorrebbe almeno 15, cifra che però i campioni d’Italia non sarebbero intenzionati a erogargli. Inoltre, le sue prestazioni fino ad un mese fa non sarebbero state esaltanti, il ché allontanerebbero la possibilità che i bianconeri concedano tale cifra alla Joya.

D’altra parte, il presidente Andrea Agnelli è stato chiaro, facendo sottintendere che la Juventus ha avanzato la sua proposta all’entourage dell’attaccante, oltre alla quale non intenderebbe spingersi. detto questo, la posizione del club torinese è chiara: o Dybala firma a quelle cifre, oppure a giugno sarà addio, in modo tale da scongiurare un eventuale addio a costo zero nel 2022. Vedremo come evolverà la situazione, per un giocatore che nel 2019 era finito sul mercato ed era stato ad un passo dall’abbandonare la Continassa, alla volta della Premier League, prima in direzione Londra, sponda Tottenham e poi nell’ambito dello scambio con Lukaku del Manchester United, poi passato all’Inter.

Alla fine, la Joya è rimasta all’ombra della Mole, risultando praticamente decisivo per la conquista del nono scudetto consecutivo, con Maurizio Sarri in panchina. Ma ora la storia è diversa, con Andrea Pirlo allenatore della Vecchia Signora, il quale avrebbe più volte ammesso di considerare l’argentino un elemento fondamentale della sua rosa. Adesso che il peso delle partite disputate inizia a farsi più importante, Dybala dovrà dimostrare nuovamente di essere un giocatore in grado di giocare nella Juventus e di risultare decisivo, come aveva fatto soprattutto nei primi due anni in cui vestiva la casacca bianconera. Pirlo conta di ritrovare quella Joya, che attraverso i suoi gol condusse i campioni d’Italia a giocarsi la finale di Champions League contro il Real Madrid nella sciagurata, quanto affascinante, notte di Cardiff. Indimenticabile la sua doppietta contro il Barcellona ai quarti di finale del 2017, grazie alla quale la Juventus trionfò 3-0 ponendo una seria ipoteca sulla semifinale della competizione.

Partita che arrivò immediatamente dopo aver affrontato negli ottavi di finale proprio il Porto, battuto all’andata 2-0 grazie alle reti di Marko Pjaca e Dani Alves. Nella sfida di ritorno, un rigore trasformato proprio da Dybala, permise alla Juventus di raggiungere i quarti di finale di Champions League. Corsi e ricorsi storici, nelle quali la Joya è risultata protagonista di straordinarie prestazioni. Pirlo spera di rivedere quel giocatore in grado di entrare in campo e di spaccare il match, permettendo anche ad Alvaro Morata e Cristiano Ronaldo di riposare in un momento in cui appaiono scarichi ed appannati. La stagioen della Juventus sta per entrare nel vivo, i punti in campionato iniziano a farsi pesantissimi, come i gol siglati in Champions League, competizioni nelle quali Dybala vuole tornare protagonista. Il numero 10 è pronto e scalpita per rientrare in campo, pronto a risultare determinante in un momento decisivo della stagione bianconera.

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Juventus, tabù Champions League: Pirlo è peggio di Sarri?

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Verso Benevento-Juventus, Pirlo rivoluziona l'attacco: l'idea del Maestro

Ancora una delusione, quest’anno in Champions League, per la Juventus ed i suoi tifosi. Sembrerebbero infatti lontani i tempi in cui il club bianconero otteneva due finali in pochi anni, vale a dire quella persa nel 2014/2015 contro il Barcellona e quella di due anni dopo, nel 2016/2017, persa contro un’altra spagnola, questa volta il Real Madrid. Anzi, si pensava che con gli investimenti sul mercato, con il colpo Cristiano Ronaldo messo a segno da Fabio Paratici tre estati fa, potessero garantire una presenza costante tra le migliori d’Europa. Proprio il portoghese, in queste gare, ha fatto spesso mancare il suo apporto: anche con il Porto, infatti, CR7, assist a parte per il primo gol di Chiesa, è rimasto nell’anonimato e si è reso complice della disastrosa barriera nei supplementari che ha aperto la strada alla qualificazione dei portoghesi.

Ma la dirigenza sognava anche che acquisti di spessore come De Ligt, Adrien Rabiot, Aaron Ramsey, il ritorno di Alvaro Morata, potessero aiutare la squadra a raggiungere quel sogno che manca ormai dal lontano 1995/1996. Un sogno che, la famiglia Agnelli, pensava si potesse ottenere anche con un allenatore inesperto, ma che ben conosce l’ambiente e sa come vincere una Champions League, come Andrea Pirlo. Invece no, anche quest’anno una forte delusione per l’ambiente bianconero, con una nuova eliminazione, la terza consecutiva, agli Ottavi di Finale della massima competizione per club europea. E, allora, la domanda nasce spontanea: Pirlo è tanto peggio di Maurizio Sarri?

Tre eliminazioni consecutive

Nel 2018/2019, infatti, i bianconeri vennero eliminati, inizialmente tra lo stupore un po’ di tutti gli addetti ai lavori, dall’Ajax. Una formazione, quella olandese, che però la Champions League la sfiorerà, fatta di giovani promesse, come quel De Ligt che oggi gioca proprio in bianconero o Frenkie De Jong, punta di diamante del centrocampo del Barcellona di Leo Messi. I lancieri, infatti, nell’occasione riuscirono a pareggiare 1-1 in casa, per poi andare addirittura ad espugnare l’”Allianz Stadium” nella gara di ritorno, vinta battendo la Juventus con il risultato di 2-1.

Poi lo scorso anno, in una stagione resa complicata dalla pandemia del Covid-19, toccò al Lione dell’ex tecnico della Roma Rudi Garcia mettere fine all’avventura sulla panchina bianconera di Maurizio Sarri. I francesi, infatti, vinsero 1-0 in casa nella gara disputata a febbraio. Il ritorno, però, si giocò soltanto nel mese di agosto, con la Juventus che non riuscì nell’impresa, vincendo sì ma subendo gol e finendo con il risultato di 2-1. Stessa cosa accaduta ieri, con Pirlo uscito sconfitto in Portogallo 2-1 e ieri, tra notevoli errori tra l’altro di giocatori dall’ampio spessore internazionale, nonostante la vittoria per 3-2 ha visto il fallimento e la nuova eliminazione dalla Champions League.

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Chiesa brilla, la Juventus no: l’ultimo samurai di Andrea Pirlo

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Federico Chiesa, Juventus

La Juve ha un campione da cui deve ripartite, il più in fretta possibile, per dimentica la serataccia contro il Porto e voltare pagina. Federico Chiesa è l’unico che esce indenne dal flop europeo, l’unica stella luminosa in una notte buia. E pensare che prima dell’inizio di questa stagione Federico aveva visto la Champions League solo in televisione, eppure se la Juventus è rimasta in corsa fino ai supplementari lo deve unicamente al giovane campione, il presente e il futuro dei bianconeri. Persino Ronaldo stava vagando senza meta nella selva oscura, senza vedere mai la luce, con tantissimi errori e una prestazione da dimenticare, un flop. Serviva una scossa per riaprire un discorso qualificazione che alla fine del primo tempo era quasi utopia. Serviva una stella ed è arrivata con tutta la sua classe e la sua voglia infinita. Come l’ultimo samurai al termine di una battaglia estenuante, è stato l’ultimo ad abbandonare il terreno della battaglia. Il più valoroso, il più coraggioso.

Un campione con la Champions nel destino

Federico Chiesa, centrocampista della Juventus
Federico Chiesa, centrocampista della Juventus

L’ha sognata quando era con i viola, l’ha voluta fortissimamente, l’ha attesa per tutta la carriera, e finalmente il sogno era realtà. Guarda caso il suo primo gol con la maglia della Juve è arrivato di testa, in Europa contro la Dinamo Kiev. Da quel giorno lì non si è più fermato. Nove reti prima di ieri sera, una doppietta al Milan, un gol capolavoro contro l’Atalanta, e quel gol della speranza nell’andata contro il Porto.  C’è un dato rilevante solo per la cabala, da quando è iniziata l’era Ronaldo, solo il portoghese è riuscito ad andare in gol dagli ottavi di Champions in poi. Prima di ieri, prima di Federico Chiesa. Forse non è ancora il tramonto con la maglia della Juve per CR7, ma di certo è iniziata l’aurora di Chiesa. È stato lui, nel momento più complicato, a caricarsi la squadra sulle spalle e il passaggio di consegne con il fenomeno portoghese forse è stato in quel passaggio per il meraviglioso piattone di Chiesa che ha riaperto il discorso qualificazione. Pochi minuti dopo è arrivato anche il raddoppio di testa, ottima scelta di tempo, rabbia, velocità, precisione e tempi supplementari con un uomo in più. Federico stava riscrivendo la partita, solo Pepe e il palo gli hanno negato la gioia di finire sui libri di storia.

Ripartire e rifondare, le fondamenta della Chiesa

Juventus, gioie e dolori in Nazionale: Chiellini e Bonucci ok, ma Chiesa...
Federico Chiesa, esterno della Juventus e dell’Italia

Rocco Commisso ha chiesto e ottenuto 60 milioni di euro, tra prestito, parte fissa e bonus, non un centesimo di meno. Forse troppi in un periodo devastato dall’epidemia, in molti l’avevano ritenuta una follia. Non la Juve, che ha creduto in Chiesa sin dal primo giorno, andava preso e a qualunque costo. Federico era tutto ciò di cui la Juventus aveva bisogno, giovane, fortissimo, di prospettiva, italiano. Uno dei più forti della Nazionale, un ragazzo preso per dare continuità alla forte tradizione degli azzurri che hanno fatto la storia con la maglia bianconera: Del Piero, Inzaghi, Vialli, Pirlo, Cannavaro. La partita contro il Porto ha emesso la sua sentenza, la Juve ha trovato un campione da cui ripartite e rifondare: Federico Chiesa.

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Juventus, delusione da Champions: i bianconeri si fermano agli ottavi

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Andrea Pirlo, allenatore della Juventus

Finisce così il percorso della Juventus in Champions League, con una sconfitta contro il Porto per un risultato complessivo di 4-4. I bianconeri, in undici contro dieci, per via di un’espulsione di Taremi del Porto al 54esimo minuto, non sono riusciti nell’impresa. Ed è arrivata così dunque l’eliminazione agli ottavi di finale del campionato europeo, a seguito di due match disputati contro il club portoghese che ha visto in entrambe le occasioni la Juventus uscirne sconfitta dal campo. La gara di andata infatti, è terminata per un risultato di 2-1, su gol di Terami e Marega per il Porto, e di Chiesa all’82esimo della ripresa per la Juventus.

Unire le forza dunque era necessario, per riuscire nella partita di ritorno a ribaltare la situazione, per poter passare così il turno. La gara di ieri ha visto le due squadre in campo giocarsela fino ai tempi supplementari, ma il risultato finale non è quello che ci si aspettava. Nonostante la prestazione brillante di Federico Chiesa, autore delle due reti per i  bianconeri, e il gol di Rabiot al 117esimo minuto, il Porto ha saputo rispondere con due reti segnate da Oliveira, il primo su rigore e il secondo al 115esimo minuto dei tempi supplementari. Una deludente eliminazione dunque per il tecnico Andrea Pirlo che, secondo quanto si legge su Sport Mediaset, nel post partita ha affermato: “Da questo momento se ne esce cancellando questa partita”.

Juventus, Pirlo nel post partita: “Dobbiamo mentalizzarci sul campionato”

Juventus, Maifredi non ha dubbi: "Dybala come Baggio. Pirlo non ha ancora.."
Andrea Pirlo, tecnico della Juventus @imagephotoagency

Un’eliminazione che di certo non cancella il lavoro svolto fino ad ora da Andrea Pirlo e dalla sua squadra che adesso può concentrarsi pienamente sul campionato di Serie A, in vista delle prossime partite da disputare. Dobbiamo mentalizzarci sul campionato  – ha affermato il tecnico bianconero – siamo a marzo, ci sono ancora partite e dobbiamo farle al meglio per risalire la classifica”. L’obiettivo dunque è quello di dimenticare la partita contro il Porto, cercando di recuperare la fiducia necessaria per portare avanti al meglio il lavoro in campionato. “Abbiamo giocatori giovani che stanno crescendo partita dopo partita, non è facile giocare queste partite alla Juventus ma i giovani hanno giocato con voglia e abnegazione. A loro non si può dire nulla, hanno dato il massimo” commenta così la prestazione della sua squadra il tecnico bianconero. Ciò nonostante, è emerso il malcontento dei tifosi bianconeri. Di fatti, alcuni sui social mettendo in discussione l’aver affidato la panchina bianconera ad un allenatore alle prime esperienze come Andrea Pirlo, chiamano a gran voce il ritorno di un ex allenatore: Massimiliano Allegri.

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Juventus-Porto, Pirlo su Ronaldo: “Cristiano è carico”. Diretta in chiaro e formazioni

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Ronaldo

Continuano gli impegni in Europa per la Juventus di Andrea Pirlo che, dopo la gara di andata contro il Porto per un risultato di 2-1, ospiterà il club portoghese all’Allianz Stadium per il match di ritorno per gli ottavi di finale di Champions League. Alla vigilia della partita, il tecnico Andrea Pirlo si è espresso sui suoi giocatori, in particolar modo su Cristiano Ronaldo. “È carico, lo sento bene e queste sono anche le sue partite e l’ha sempre dimostrato in tutti questi anni  – ha dichiarato Pirlo  –  Ha avuto modo di riposare in questi giorni. Avevamo programmato un percorso di allenamenti con lui dopo lo Spezia, l’ha fatto bene e non vede l’ora di giocare queste partite”. Juventus-Porto, è in programma alle ore 21:00 sarà visibile su Sky Sport 1, Sky Sport 252 e in chiaro su Canale 5.

Juventus-Porto, le probabili formazioni

Per la sfida di Champions League, secondo quanto riferito da TuttoSport, le due squadre dovrebbero scendere in campo seguendo uno schema speculare. 4-4-2, sia per Juventus che Porto:

Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Chiesa, Arthur, Rabiot, Ramsey; Morata, Cristiano Ronaldo. All. Pirlo

A disposizione: Buffon, Pinsoglio, De Ligt, Demiral, Frabotta, McKennie, Bernardeschi, Kulusevski

Porto (4-4-2): Marchesin; Manafá, Mbemba, Pepe, Sanusi; Otavio, Uribe, Sergio Oliveira, Corona; Marega, Taremi. All. Conceicao

A disposizione: Diogo Costa, Nanu, Sarr, Diogo Leite, Grujic, Loum, Felipe Anderson, F. Conceicao, Vieira, Luis Diaz, Evanilson, Martinez

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Juventus, tutto o niente: contro il Porto serve l’impresa

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pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE

Quella di stasera sarà un partita da dentro o fuori, tutto o niente per Andrea Pirlo che deve vincere per continuare ad inseguire il sogno europeo e provare a riportare a Torino la Coppa dalle grandi orecchie. Servirà ribaltare la sconfitta dell’andata, riprendendo la marcia dal gol di Chiesa che a 8 minuti dallo scadere hanno fissato il risultato sul 2-1 per i lusitani, un gol che tiene viva la speranza e che rende meno difficile l’impresa remuntada. Juventus e Porto si erano già incrociate altre tre volte, oltre la gara dell’andata e la voce del passato ha un suono dolce per i bianconeri, i precedenti infatti fanno per sperare. Ribaltare si può.

La notte di Basilea, il primo confronto tra Juve e Porto

La prima volta fra le due compagini è stata a Basilea, una notte da sogno per i bianconeri. Era il 1984, finale di Coppa delle Coppe. Boniek e compagni indossavano la famosa maglia gialloblu che diventò un cult. L’occasione perfetta per rendere magico un anno già perfetto dopo il ventunesimo scudetto. La finale contro i portoghesi si decise nel primo tempo. Juventus in vantaggio con Vignola, pareggio di Antonio Morais e 2-1 finale di Boniek a 4 minuti dall’intervallo. Trofeo portato a Torino e vittoria che garantì l’accesso alla partita di Supercoppa contro il Liverpool. Il resto è storia.

Tragedia 11 settembre e seconda sfida rimandata di un mese

La seconda battaglia tra le due squadre fu sconvolta dall’attentato alle Torri Gemelle, tutto il mondo era in ginocchio a piangere per l’immane tragedia. La Uefa rinviò la partita al mese successivo, non più il 12 settembre come era prevista. Stavolta Porto contro Juve si gioca nel girone di qualificazione di Champions League. L’andata in Portogallo termina 0-0, al Delle Alpi la Juventus soffre e subisce la rete di Clayton, ma si ridesta e segna tre gol con Del Piero, Montero e il solito Trezeguet.

Nel 2017 l’ultimo incontro prima della doppia sfida di quest’anno

Nel 2017 Porto e Juventus si ritrovano avversarie negli ottavi di finale della Champions League, che avrà a Cardiff la sua sfida finale. Nella gara d’andata partita bloccata e senza reti, Massimiliano Allegri manda in campo Marko Pjaca e Dani Alves che colpiscono mandando al tappeto gli andalusi. Al ritorno Dybala su rigore basta a rispedire il Porto a casa e i bianconeri verso il turno successivo.

Il bilancio è assolutamente favorevole per i bianconeri, che negli anno hanno lasciato davvero le briciole ai portoghesi. Stasera servirà l’impresa, ma i precedenti parlano la lingua della Vecchia Signora.

Stasera arbitrerà l’olandese Kuipers e anche in questo caso arriva un assist dal passato. L’ultima sfida bianconera diretta dall’arbitro olandese è quella del 12 marzo 2019. Juventus contro Atletico a Torino. Serviva l’impresa anche in quel caso e impresa fu. Ronaldo con una spaventosa tripletta rispedì Simeone a Madrid. Stesso arbitro, stessa situazione, ribaltare e volare al prossimo turno. Assolutamente.

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Juventus-Porto, ottavi di finale: Arthur ritorna tra i titolari

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Juventus, sprazzi di vero Arthur: Pirlo ha in casa il suo top player

Continua il percorso della Juventus in Champions League, che oltre alle gare di campionato, fissa sul calendario appuntamenti importanti come il match di ritorno per gli ottavi di finale contro il Porto. La gara di andata, terminata per un risultato di 2-1, ha visto la squadra portoghese uscirne vincente a seguito di due gol di Taremi al secondo minuto, e Marega al 46esimo. E’ arrivata quasi sul finire della ripresa la risposta della Juventus con la rete segnata da Federico Chiesa all’82esimo. Secondo quanto riferito da TuttoSport, tra i giocatori in campo scelti dal tecnico Andrea Pirlo, potrebbe prendere parte alla formazione in campo il centrocampista Arthur, rientrato dopo un periodo di stop causa infortunio nel match di campionato contro la Lazio per soli 20 minuti. Per il centro campo inoltre  – secondo quanto riferito dal quotidiano torinese  – oltre a Federico Chiesa sarebbero in ballottaggio per completare la mediana Ramsey e Mckennie.

Juventus-Porto, probabili formazioni

pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE
Porto Juventus Champions League

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, le squadre dovrebbero scendere in campo seguendo lo schema speculare 4-4-2. La Juventus, con Szczesny tra i pali, vedrebbe la linea di difesa formata da Cuadrado, Bonucci e De Ligt con Alex Sandro sulla fascia. Il centrocampo potrebbe essere formato da Chiesa, Arthur e Rabiot e uno tra Ramsey e McKennie. L’attacco dovrebbe essere guidato da Ronaldo e Morata. Il porto invece con Marchesin, potrebbe costruire la linea di difesa con Manafà, Sarr, Diogo Leite e Zaidu. Il centrocampo con Otavio, Oliveira, Uribe e Luis Diaz. Il reparto offensivo invece sarà guidato da Marega e Taremi.

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Juventus, con il Porto basta l’1-0: il precedente sorride

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pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE

In campionato la Juventus non sta sicuramente viaggiando ad alti ritmi. Per una squadra abituata a vincere praticamente sempre lo scudetto nell’ultimo decennio, il terzo posto non può sicuramente essere accettabile specie se le prestazioni fino ad ora non hanno convinto molto a parte qualche eccezione. Se in Italia le cose non vanno molto bene, anche in Europa potrebbero essere gravemente compromesse. Inizialmente i bianconeri hanno disputato un ottimo girone dove fin dall’inizio si prospettava una battaglia per il primo e secondo posto tra loro e il Barcellona, e così è stato. La ‘Vecchia Signora’ ha perso solo una partita prima della qualificazione agli ottavi di finale, ma soprattutto è riuscita nell’impresa di prendersi il primo posto battendo il club blaugrana al Camp Nou con uno schiacciante 3-0. Quella vittoria contro un avversario così forte sembrava potesse rialzare in qualche modo la qualità delle prestazioni ma così non è stato.

Juventus, la vittoria contro il Porto diventa fondamentale

Porto Juventus, Federico Chiesa
Porto Juventus, Federico Chiesa

La gara d’andata contro il Porto sicuramente non ha rispettato le attese. A sorpresa il club portoghese ha vinto per 2-1 grazie ai gol di Taremi e Marega che sono stati molto bravi a sfruttare le debolezze dei bianconeri. Nonostante il brutto risultato, sicuramente nulla è perduto. La squadra di Andrea Pirlo potrebbe vincere anche solamente 1-0 per accedere ai quarti di finale e fino ad oggi i precedenti aiutano ad essere positivi. Prima di quest’anno le due squadre si sono affrontate nel lontano 2017 a Torino e la partita venne decisa da un rigore trasformato da Paulo Dybala. Un mese prima del gol dell’argentino, la Juventus vinceva per 0-2 in casa dei portoghesi grazie ai gol di Pjaca e Dani Alves. Ovviamente nel corso degli anni le squadre e anche il calcio cambiano, ora il compito della ‘Vecchia Signora’ è quello di cercare di non subire nessuna rete per non rischiare di compromettere la situazione. Un altro dato a favore di Pirlo è il fatto che i bianconeri nel 2021 non hanno mai perso in casa e ora più che mai è il momento di non rovinare questa statistica.

Juventus, in che condizioni arriva il Porto alla partita?

Se da una parte la Juventus vuole evitare una grandissima beffa dall’altra il Porto crede più che mai in un clamoroso passaggio del turno. Dopo aver fatto una bella partita ma soprattutto dopo aver vinto all’andata contro i bianconeri, le cose al club portoghese sono andate abbastanza bene. Dopo praticamente una vita che la Primeira Liga va sempre ad una tra Benfica e Porto, quest’anno lo Sporting Lisbona sta conducendo con 10 punti di distacco sulla seconda e di conseguenza consente a ‘I draghi’ di non pensare troppo a come andrà a finire il campionato. Nelle ultime quattro partite la squadra di Soares ha collezionato 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta che, tutto sommato, è uno storico accettabile. Il calendario non aiuta di certo la Juventus che nella precedente settimana ha dovuto giocare tre partite nel giro di pochissimi giorni mentre il Porto ha giocato l’ultimo match di martedì e in una stagione così frenetica arrivare riposati potrebbe risultare fondamentale.

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Juventus, mai una Joya: Dybala verso il forfait europeo

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Paulo Dybala attaccante della Juventus

I tifosi aspettano il loro campione, così come Andrea Pirlo e i compagni. Il numero 10 argentino è fermo dal 10 gennaio, dalla sfida contro il Sassuolo e da quell’infortunio al collaterale del ginocchio. La Vecchia Signora ha bisogno del suo campione ed è corsa contro il tempo per riaverlo a disposizione in ottica ottavi di ritorno di Champions League contro il Porto. Il tecnico bianconero sta già preparando la sfida di sabato contro la Lazio e potrebbe recuperare Cuadrado e Bonucci per il reparto difensivo, le buone notizie arrivano anche dal J-Medical, dove ha svolto gli esami de Ligt e che non hanno riscontrato lesioni, quindi l’olandese ci sarà contro i biancocelesti.

Meno ottimismo c’è invece sulle condizioni di Dybala, ancora fermo ai box. Il fuoriclasse argentino nelle scorse settimane era volato a Barcellona per un consulto sulle sue condizioni e preparare il programma di recupero e le terapie da svolgere alla Continassa. Ieri è invece volato in Austria dal professor Fink per fare il punto delle terapie che sta seguendo per il recupero completo di quel ginocchio che lo tiene lontano dai campi da gennaio. Il rientro del nazionale albiceleste non sarebbe però così vicino, e il match di ritorno di Champions League è lontano solo pochi giorni, e la sfida contro il Porto a questo punto è a serio rischio per Dybala. Le sensazioni sono comunque buone rispetto ai giorni scorsi, anche se lo staff medico della Juve non vorrebbe accelerarne eccessivamente il recupero per non rischiare ricadute.

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Un calvario per il Diez

Dybala vuole esserci, vuole aiutare la squadra a lottare per il campionato e per proseguire in Europa. Difficile che il fantasista possa però rivedere il campo già nella prossima settimana, servirà un recupero completo per tornare sul prato. Più logico ipotizzare un rientro contro il Cagliari il 14 marzo o il 17 marzo contro il Napoli. Paulo intanto continua a lavorare senza sosta, tra piscina, palestra, e i controlli a Innsbruck per far sì che tutto vada per il verso giusto. Vuole voltare pagina Dybala e mettersi alle spalle il calvario che lo costringe a stare fuori da 13 partite consecutive, 54 giorni in cui i bianconeri hanno dovuto fare a meno del fuoriclasse argentino. Un periodo buio e doloroso, con quel fastidio al ginocchio che va e che viene, un giorno sì e un giorno, lasciando tutti nell’incertezza più totale, ecco spiegati i doppi consulti tra Spagna e Austria per scegliere la terapia più efficace. L’obiettivo è voltare pagina e chiudere con questo brutto e lungo stop. Andrea Pirlo lo aspetta, e ora che sta cominciando il periodo più complicato dell’anno Paulo Dybala potrebbe rivelarsi l’arma in più per i bianconeri, per continuare ad inseguire i nerazzurri e per andare lontani in Europa.

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Juventus, giorni decisivi per Pirlo: vietato sbagliare contro il Porto

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Rodrigo Bentancur (Juventus)

Il 3-0 rifilato allo Spezia di Siciliano ha galvanizzato un po’ Andrea Pirlo e risollevato gli umori in casa Juventus. Anche se la partita si stava complicando non poco per Ronaldo e compagni che non sono riusciti a sbloccare il match fino all’ora di gioco quando, al 61esimo, ci hanno pensato Bernardeschi e Morata a spezzare l’equilibrio. 3 punti in cassaforte e testa alla prossima sfida e ai prossimi impegni che potrebbero rivelarsi decisivi per la stagione bianconera, e un possibile passo falso comprometterebbe ogni possibilità di successo in una delle due competizioni ancora vive o addirittura in entrambe. Si comincia sabato 6 marzo con la sfida all’Allianz Stadium contro la Lazio. Una partita subito decisiva e in cui la Juventus è chiamata ad una grande prova di maturità, contro una squadra in saluta e che mira alla parte alta della classifica.

Vietato sbagliare contro Simone Inzaghi, il distacco dai nerazzurri è consistente ma non impossibile da colmare, per questo motivo Pirlo è obbligato a vincere e tenere alta la concentrazione. Nemmeno il tempo di rifiatare e giorno 9 a Torino arriverà il Porto, gara valevole per il ritorno di Champions League. Il tecnico juventino non farà calcoli, dopo la sconfitta dell’andata specialmente. Vincere e convincere per scacciare ogni incubo e per ridare fiducia a tutto l’ambiente. Il passaggio del turno potrebbe dare quella spinta necessaria per proseguire in Europa e inseguire il sogno Champions e per acciuffare quella elefantesca coppa che manca sulla bacheca bianconera da davvero troppo tempo. Alla Juventus basterà un gol per eliminare i portoghesi, oppure vincere con due gol di scarto qualora il Porto riuscisse a trafiggere la retroguardia della Vecchia Signora.

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Il futuro di Pirlo è appeso ad un filo

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Andrea Pirlo, allenatore della Juventus

Una eventuale sconfitta contro il Porto, o anche un pareggio, stopperebbe il cammino europeo di Andrea Pirlo e probabilmente anche la sua esperienza alla guida della squadra torinese. Tutto passa anche dal recupero degli infortunati, da Bonucci e Chiellini a Dybala e Arthur, passando per De Ligt e Cuadrado. Il campione ex Ajax è rimasto fuori dall’ultima sfida di campionato, più per precauzione che per l’entità stessa dell’infortunio, che non dovrebbe essere grave, ma l’impressione è che Pirlo non lo rischierà nemmeno contro la Lazio.

Discorso simile anche per Bonucci e Cuadrado, due pedine fondamentale per il tecnico, che però sta valutando se schierarli già contro i biancocelesti oppure aspettare e averli al massimo della condizione per la sfida dell’anno contro il Porto. Dybala al lavoro per sperare almeno nella convocazione, ma le possibilità di vederlo in campo sono ridotte al lumicino, ma potrebbe farcela Arthur. Tante incognite, tanti infortuni e giocatori non al meglio, ma una sola certezza, vincere a tutti i costi. L’ipotesi sconfitta aprirebbe la strada per un possibile esonero del tecnico, che invece sarebbe quasi certo nel caso in cui anche la situazione in Serie A non porti risultati soddisfacenti a fine stagione. La squadra è unita intorno all’allenatore, come si è visto anche contro lo Spezia, quando molti giocatori sono corsi ad abbracciare il Campione del Mondo. Il futuro del tecnico è appeso ad un filo sottile, le prossime settimane saranno caldissime.

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Europa

Allegri, Sarri, Pirlo: tre allenatori e tre sconfitte di fila negli ottavi d’andata. Qual è il motivo?

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Allegri, Pirlo, Sarri alla Juventus

Torna l’Europa e con essa ritornano i problemi per i bianconeri. Nelle ultime tre stagioni la Juventus si è  presentata all’appuntamento con gli ottavi di finale in condizioni non ottimali dal punto di vista fisico, tecnico e mentale. Gli ultimi tre anni hanno visto assecondarsi sulla panchina ben tre tecnici ma i risultati in Europa sono stati uguali per tutti.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus (@imagephotoagency)
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus (@imagephotoagency)

Massimiliano Allegri, nella stagione 2018/2019 la prima con Cristiano Ronaldo in rosa, agli ottavi di finale della competizione europea si trovò di fronte l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone. Il Cholo, nella gara di andata in scena al Wanda Metropolitano,  diede una vera e propria lezione tattica agli uomini di Allegri. La partita terminò 2-0  con le reti di Gimenez al 78° e del neo nerazzurro Godin al minuto 83: in cinque minuti riuscirono ad infilare Szczesny facendo esplodere di gioia la nuova casa dei Colchoneros. La Juventus fu costretta a fare l’impresa e al ritorno grazie ad un indemoniato Cristiano Ronaldo (tripletta), riuscirono ad eliminare l’Atletico Madrid con una gara perfetta sotto ogni aspetto. Un 3-0 che entrerà nella storia della società: prima di quella sera la Juventus non è mai riuscita a ribaltare un risultato in Champions partendo da due gol di scarto. Le aspettative sulla squadra aumentarono e la Juventus sembrava diretta alle semifinali, l’unico grattacapo era rappresentato dalla giovane Ajax di Erik ten Hag. I lancieri dopo il pareggio della partita di andata (1-1) , riuscirono ad eliminare dalla competizione la squadra di Massimiliano Allegri. La Juventus si portò in vantaggio con il solito Ronaldo ma fu rimontata dai ragazzini terribili grazie alle reti di van de Beek e del futuro difensore bianconero De Ligt. I bianconeri subirono il gioco dell’Ajax per tutti i novanta minuti nella gara di ritorno: il palleggio e l’intensità mandarono in confusione Ronaldo e compagni. Massimiliano Allegri conquistò lo scudetto ma a fine stagione fu esonerato.

Il tempo di Maurizio Sarri

Juventus, Sacchi: "Sarri sulla panchina della Juve? Un suicidio"
Maurizio Sarri, ex allenatore della Juventus

La scorsa stagione sulla panchina bianconera si è seduto Maurizio Sarri. L’indirizzo voluto dalla società è stato chiaro a tutto l’ambiente: per competere con le grandi d’Europa bisogna cambiare filosofia di gioco. La Juventus non può permettersi di fare un calcio speculativo e l’arrivo di Sarri va nella direzione opposta. Il possesso palla, finalizzato a creare spazi da attaccare, e il pressing devono tornare ad essere caratteristiche fondamentali di una squadra che pretende ogni stagione di competere i top team europei. L’arrivo dell’ex allenatore del Napoli però non è accompagnato da una campagna acquisti finalizzata a cercare giocatori con le caratteristiche adatte al quel tipo di gioco. Cambiano gli uomini in panchina ma non cambiano i difetti che ormai sono insiti nella struttura della rosa. Sarri prova a plasmare la squadra a suo modo e qualcosa la scorsa stagione si è cominciato ad intravedere. Ma nel momento clou della stagione la squadra si è sciolta come neve al sole: il castello di carte è crollato, spazzato via dal modesto Lione di Garcia. In 180 minuti la squadra di Sarri viene surclassata: l’intensità e il palleggio fanno sembrare i francesi una squadra più forte di quello che in realtà è. Insomma nuova Juventus e vecchi difetti.

La Juve di Pirlo

Spezia-Juventus, una gioia per Pirlo: Chiellini pronto a tornare in campo
Pirlo, allenatore della Juventus

Andrea Pirlo ha ereditato una squadra diversa da quella della scorsa stagione. Quest’anno la società ha iniziato a cambiare anche i tasselli del mosaico. Oltre alla nuova guida tecnica si è iniziato un percorso di ringiovanimento della rosa e un innalzamento del tasso tecnico: Arthur, Kulusevski, Chiesa, Morata e McKennie sono acquisti mirati e funzionali ad un progetto, ad un’idea. Pirlo, nonostante la sua completa inesperienza, sta provando a continuare il percorso di cambiamento iniziato dal suo predecessore. Ma il suo lavoro dal punto di vista tattico sembra non incidere su un gruppo che forse non ha più la voglia di adattarsi e sacrificarsi. La squadra nonostante alcune assenza è arrivata all’appuntamento di ieri con una buona condizione fisica a differenza delle passate stagioni e senza situazioni turbolenti all’interno dello spogliatoio.

Ma ciò non è servito a perdere l’ennesima gara di andata degli ottavi di finale con l’aggravante di aver offerto una prestazione ancora peggiore delle precedenti edizioni. Una squadra inerme e incapace di reagire per oltre metà gara, continui errori tecnici e sempre in ritardo su tutti i palloni. Le precedenti partite aveva lanciato un campanello d’allarme che il tecnico ha deciso di non prendere in considerazione. La solidità difensiva ha portato ad un inaridirsi della fase offensiva: Ronaldo a parte, nessun bianconero è riuscito ad andare a segno nelle ultime quattro gare. Dopo le batoste degli ultimi anni, c’era bisogno di un cambio di marcia che non è minimamente arrivato. Pirlo ha dimostrato tutta la sua inesperienza dal punto di vista tattico: cambi tardivi e zero correttivi applicati ad una squadra che senza Arthur fatica enormemente ad uscire palla al piede dalla propria meta campo.

Juventus, Morata: "Mai avuto questa continuità. Mi sento fortunato"
Morata, attaccante della Juventus

Le assenza posso giustificare, ma non del tutto , la prestazione di ieri contro una squadra che è settima nel proprio campionato e che ha solamente pressato a uomo i giocatori bianconeri.  Il ritorno al presunto “Allegrismo”, esaltato o maledetto, ha prodotto sterilità in tutta la fase offensiva: Alvaro Morata sembra essere scomparso partita dopo partita nonostante un inizio di stagione esaltante. Il tecnico bresciano ha bisogno del suo attaccante spagnolo che da il meglio di sé nelle notti europee. Morata è il capocannoniere della competizione con sei reti all’attivo e ha già superato il suo record di gol nella Champions League ( 5 reti in totale in coppa nella stagione 2014/2015 proprio la prima in maglia bianconera). In Europa chi gioca specula sul risultato non riesce a fare molta strada e la Juventus lo sa bene. Nelle due edizioni in cui è riuscita ad arrivare in finale, i bianconeri sono andati in giro per i principali stadi europei a impostare il proprio gioco. In quegli anni la squadra, consapevole della propria forza, ha avuto l’arroganza delle grandi squadre.

La Juventus vista ieri sera è stata la stessa degli ultimi 4 anni: quella vista contro il Tottenham, l’Atletico di Madrid e Lione. Una squadra sempre bloccata che non osa mai la giocata, solo possesso lento sterile e spesso dannoso. La partita di ieri ha anche evidenziato una prestazione difensiva di reparto inaccettabile. Ma quello che più sconforta è l’assenza totale di movimenti senza palla e di ricerca degli spazi.  Il comune denominatore dei fallimenti di queste ultime stagioni è l’assenza di programmazione: la Juventus si è fermata a Cardiff. Il ciclo di certi giocatori è ormai finito da almeno tre anni e la società non ha avuto il coraggio di intervenire. A furia di tirare la corda la squadra ha perso anche il gap accumulato con le concorrenti in campionato. La società deve tornare a progettare e capire cosa vuole diventare negli anni a venire. A prescindere dagli uomini che sono scesi in campo, la Juventus ieri sera era chiamata ad una prova di maturità. Pirlo e la squadra hanno terribilmente fallito. Ora bisogna concludere degnamente questa stagione, recuperare il salvabile e continuare ad insistere con i giovani: perché Demiral e De Ligt sono la difesa del presente e non del futuro. Pirlo dovrà dimostrare di essere diverso da chi in questi anni l’ha preceduto sulla panchina della Vecchia Signora ed avere il coraggio di prendere delle scelte per il bene e per il futuro di questa società.

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