Connect with us

Europa

Juventus-Porto, Pirlo su Ronaldo: “Cristiano è carico”. Diretta in chiaro e formazioni

Pubblicato

il

Ronaldo

Continuano gli impegni in Europa per la Juventus di Andrea Pirlo che, dopo la gara di andata contro il Porto per un risultato di 2-1, ospiterà il club portoghese all’Allianz Stadium per il match di ritorno per gli ottavi di finale di Champions League. Alla vigilia della partita, il tecnico Andrea Pirlo si è espresso sui suoi giocatori, in particolar modo su Cristiano Ronaldo. “È carico, lo sento bene e queste sono anche le sue partite e l’ha sempre dimostrato in tutti questi anni  – ha dichiarato Pirlo  –  Ha avuto modo di riposare in questi giorni. Avevamo programmato un percorso di allenamenti con lui dopo lo Spezia, l’ha fatto bene e non vede l’ora di giocare queste partite”. Juventus-Porto, è in programma alle ore 21:00 sarà visibile su Sky Sport 1, Sky Sport 252 e in chiaro su Canale 5.

Juventus-Porto, le probabili formazioni

Per la sfida di Champions League, secondo quanto riferito da TuttoSport, le due squadre dovrebbero scendere in campo seguendo uno schema speculare. 4-4-2, sia per Juventus che Porto:

Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Chiesa, Arthur, Rabiot, Ramsey; Morata, Cristiano Ronaldo. All. Pirlo

A disposizione: Buffon, Pinsoglio, De Ligt, Demiral, Frabotta, McKennie, Bernardeschi, Kulusevski

Porto (4-4-2): Marchesin; Manafá, Mbemba, Pepe, Sanusi; Otavio, Uribe, Sergio Oliveira, Corona; Marega, Taremi. All. Conceicao

A disposizione: Diogo Costa, Nanu, Sarr, Diogo Leite, Grujic, Loum, Felipe Anderson, F. Conceicao, Vieira, Luis Diaz, Evanilson, Martinez

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Europa

Juventus, tabù Champions League: Pirlo è peggio di Sarri?

Pubblicato

il

Verso Benevento-Juventus, Pirlo rivoluziona l'attacco: l'idea del Maestro

Ancora una delusione, quest’anno in Champions League, per la Juventus ed i suoi tifosi. Sembrerebbero infatti lontani i tempi in cui il club bianconero otteneva due finali in pochi anni, vale a dire quella persa nel 2014/2015 contro il Barcellona e quella di due anni dopo, nel 2016/2017, persa contro un’altra spagnola, questa volta il Real Madrid. Anzi, si pensava che con gli investimenti sul mercato, con il colpo Cristiano Ronaldo messo a segno da Fabio Paratici tre estati fa, potessero garantire una presenza costante tra le migliori d’Europa. Proprio il portoghese, in queste gare, ha fatto spesso mancare il suo apporto: anche con il Porto, infatti, CR7, assist a parte per il primo gol di Chiesa, è rimasto nell’anonimato e si è reso complice della disastrosa barriera nei supplementari che ha aperto la strada alla qualificazione dei portoghesi.

Ma la dirigenza sognava anche che acquisti di spessore come De Ligt, Adrien Rabiot, Aaron Ramsey, il ritorno di Alvaro Morata, potessero aiutare la squadra a raggiungere quel sogno che manca ormai dal lontano 1995/1996. Un sogno che, la famiglia Agnelli, pensava si potesse ottenere anche con un allenatore inesperto, ma che ben conosce l’ambiente e sa come vincere una Champions League, come Andrea Pirlo. Invece no, anche quest’anno una forte delusione per l’ambiente bianconero, con una nuova eliminazione, la terza consecutiva, agli Ottavi di Finale della massima competizione per club europea. E, allora, la domanda nasce spontanea: Pirlo è tanto peggio di Maurizio Sarri?

Tre eliminazioni consecutive

Nel 2018/2019, infatti, i bianconeri vennero eliminati, inizialmente tra lo stupore un po’ di tutti gli addetti ai lavori, dall’Ajax. Una formazione, quella olandese, che però la Champions League la sfiorerà, fatta di giovani promesse, come quel De Ligt che oggi gioca proprio in bianconero o Frenkie De Jong, punta di diamante del centrocampo del Barcellona di Leo Messi. I lancieri, infatti, nell’occasione riuscirono a pareggiare 1-1 in casa, per poi andare addirittura ad espugnare l’”Allianz Stadium” nella gara di ritorno, vinta battendo la Juventus con il risultato di 2-1.

Poi lo scorso anno, in una stagione resa complicata dalla pandemia del Covid-19, toccò al Lione dell’ex tecnico della Roma Rudi Garcia mettere fine all’avventura sulla panchina bianconera di Maurizio Sarri. I francesi, infatti, vinsero 1-0 in casa nella gara disputata a febbraio. Il ritorno, però, si giocò soltanto nel mese di agosto, con la Juventus che non riuscì nell’impresa, vincendo sì ma subendo gol e finendo con il risultato di 2-1. Stessa cosa accaduta ieri, con Pirlo uscito sconfitto in Portogallo 2-1 e ieri, tra notevoli errori tra l’altro di giocatori dall’ampio spessore internazionale, nonostante la vittoria per 3-2 ha visto il fallimento e la nuova eliminazione dalla Champions League.

Continua a leggere

Europa

Chiesa brilla, la Juventus no: l’ultimo samurai di Andrea Pirlo

Pubblicato

il

Federico Chiesa, Juventus

La Juve ha un campione da cui deve ripartite, il più in fretta possibile, per dimentica la serataccia contro il Porto e voltare pagina. Federico Chiesa è l’unico che esce indenne dal flop europeo, l’unica stella luminosa in una notte buia. E pensare che prima dell’inizio di questa stagione Federico aveva visto la Champions League solo in televisione, eppure se la Juventus è rimasta in corsa fino ai supplementari lo deve unicamente al giovane campione, il presente e il futuro dei bianconeri. Persino Ronaldo stava vagando senza meta nella selva oscura, senza vedere mai la luce, con tantissimi errori e una prestazione da dimenticare, un flop. Serviva una scossa per riaprire un discorso qualificazione che alla fine del primo tempo era quasi utopia. Serviva una stella ed è arrivata con tutta la sua classe e la sua voglia infinita. Come l’ultimo samurai al termine di una battaglia estenuante, è stato l’ultimo ad abbandonare il terreno della battaglia. Il più valoroso, il più coraggioso.

Un campione con la Champions nel destino

Federico Chiesa, centrocampista della Juventus
Federico Chiesa, centrocampista della Juventus

L’ha sognata quando era con i viola, l’ha voluta fortissimamente, l’ha attesa per tutta la carriera, e finalmente il sogno era realtà. Guarda caso il suo primo gol con la maglia della Juve è arrivato di testa, in Europa contro la Dinamo Kiev. Da quel giorno lì non si è più fermato. Nove reti prima di ieri sera, una doppietta al Milan, un gol capolavoro contro l’Atalanta, e quel gol della speranza nell’andata contro il Porto.  C’è un dato rilevante solo per la cabala, da quando è iniziata l’era Ronaldo, solo il portoghese è riuscito ad andare in gol dagli ottavi di Champions in poi. Prima di ieri, prima di Federico Chiesa. Forse non è ancora il tramonto con la maglia della Juve per CR7, ma di certo è iniziata l’aurora di Chiesa. È stato lui, nel momento più complicato, a caricarsi la squadra sulle spalle e il passaggio di consegne con il fenomeno portoghese forse è stato in quel passaggio per il meraviglioso piattone di Chiesa che ha riaperto il discorso qualificazione. Pochi minuti dopo è arrivato anche il raddoppio di testa, ottima scelta di tempo, rabbia, velocità, precisione e tempi supplementari con un uomo in più. Federico stava riscrivendo la partita, solo Pepe e il palo gli hanno negato la gioia di finire sui libri di storia.

Ripartire e rifondare, le fondamenta della Chiesa

Juventus, gioie e dolori in Nazionale: Chiellini e Bonucci ok, ma Chiesa...
Federico Chiesa, esterno della Juventus e dell’Italia

Rocco Commisso ha chiesto e ottenuto 60 milioni di euro, tra prestito, parte fissa e bonus, non un centesimo di meno. Forse troppi in un periodo devastato dall’epidemia, in molti l’avevano ritenuta una follia. Non la Juve, che ha creduto in Chiesa sin dal primo giorno, andava preso e a qualunque costo. Federico era tutto ciò di cui la Juventus aveva bisogno, giovane, fortissimo, di prospettiva, italiano. Uno dei più forti della Nazionale, un ragazzo preso per dare continuità alla forte tradizione degli azzurri che hanno fatto la storia con la maglia bianconera: Del Piero, Inzaghi, Vialli, Pirlo, Cannavaro. La partita contro il Porto ha emesso la sua sentenza, la Juve ha trovato un campione da cui ripartite e rifondare: Federico Chiesa.

Continua a leggere

Europa

Juventus, delusione da Champions: i bianconeri si fermano agli ottavi

Pubblicato

il

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus

Finisce così il percorso della Juventus in Champions League, con una sconfitta contro il Porto per un risultato complessivo di 4-4. I bianconeri, in undici contro dieci, per via di un’espulsione di Taremi del Porto al 54esimo minuto, non sono riusciti nell’impresa. Ed è arrivata così dunque l’eliminazione agli ottavi di finale del campionato europeo, a seguito di due match disputati contro il club portoghese che ha visto in entrambe le occasioni la Juventus uscirne sconfitta dal campo. La gara di andata infatti, è terminata per un risultato di 2-1, su gol di Terami e Marega per il Porto, e di Chiesa all’82esimo della ripresa per la Juventus.

Unire le forza dunque era necessario, per riuscire nella partita di ritorno a ribaltare la situazione, per poter passare così il turno. La gara di ieri ha visto le due squadre in campo giocarsela fino ai tempi supplementari, ma il risultato finale non è quello che ci si aspettava. Nonostante la prestazione brillante di Federico Chiesa, autore delle due reti per i  bianconeri, e il gol di Rabiot al 117esimo minuto, il Porto ha saputo rispondere con due reti segnate da Oliveira, il primo su rigore e il secondo al 115esimo minuto dei tempi supplementari. Una deludente eliminazione dunque per il tecnico Andrea Pirlo che, secondo quanto si legge su Sport Mediaset, nel post partita ha affermato: “Da questo momento se ne esce cancellando questa partita”.

Juventus, Pirlo nel post partita: “Dobbiamo mentalizzarci sul campionato”

Juventus, Maifredi non ha dubbi: "Dybala come Baggio. Pirlo non ha ancora.."
Andrea Pirlo, tecnico della Juventus @imagephotoagency

Un’eliminazione che di certo non cancella il lavoro svolto fino ad ora da Andrea Pirlo e dalla sua squadra che adesso può concentrarsi pienamente sul campionato di Serie A, in vista delle prossime partite da disputare. Dobbiamo mentalizzarci sul campionato  – ha affermato il tecnico bianconero – siamo a marzo, ci sono ancora partite e dobbiamo farle al meglio per risalire la classifica”. L’obiettivo dunque è quello di dimenticare la partita contro il Porto, cercando di recuperare la fiducia necessaria per portare avanti al meglio il lavoro in campionato. “Abbiamo giocatori giovani che stanno crescendo partita dopo partita, non è facile giocare queste partite alla Juventus ma i giovani hanno giocato con voglia e abnegazione. A loro non si può dire nulla, hanno dato il massimo” commenta così la prestazione della sua squadra il tecnico bianconero. Ciò nonostante, è emerso il malcontento dei tifosi bianconeri. Di fatti, alcuni sui social mettendo in discussione l’aver affidato la panchina bianconera ad un allenatore alle prime esperienze come Andrea Pirlo, chiamano a gran voce il ritorno di un ex allenatore: Massimiliano Allegri.

Continua a leggere

Europa

Juventus, tutto o niente: contro il Porto serve l’impresa

Pubblicato

il

pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE

Quella di stasera sarà un partita da dentro o fuori, tutto o niente per Andrea Pirlo che deve vincere per continuare ad inseguire il sogno europeo e provare a riportare a Torino la Coppa dalle grandi orecchie. Servirà ribaltare la sconfitta dell’andata, riprendendo la marcia dal gol di Chiesa che a 8 minuti dallo scadere hanno fissato il risultato sul 2-1 per i lusitani, un gol che tiene viva la speranza e che rende meno difficile l’impresa remuntada. Juventus e Porto si erano già incrociate altre tre volte, oltre la gara dell’andata e la voce del passato ha un suono dolce per i bianconeri, i precedenti infatti fanno per sperare. Ribaltare si può.

La notte di Basilea, il primo confronto tra Juve e Porto

La prima volta fra le due compagini è stata a Basilea, una notte da sogno per i bianconeri. Era il 1984, finale di Coppa delle Coppe. Boniek e compagni indossavano la famosa maglia gialloblu che diventò un cult. L’occasione perfetta per rendere magico un anno già perfetto dopo il ventunesimo scudetto. La finale contro i portoghesi si decise nel primo tempo. Juventus in vantaggio con Vignola, pareggio di Antonio Morais e 2-1 finale di Boniek a 4 minuti dall’intervallo. Trofeo portato a Torino e vittoria che garantì l’accesso alla partita di Supercoppa contro il Liverpool. Il resto è storia.

Tragedia 11 settembre e seconda sfida rimandata di un mese

La seconda battaglia tra le due squadre fu sconvolta dall’attentato alle Torri Gemelle, tutto il mondo era in ginocchio a piangere per l’immane tragedia. La Uefa rinviò la partita al mese successivo, non più il 12 settembre come era prevista. Stavolta Porto contro Juve si gioca nel girone di qualificazione di Champions League. L’andata in Portogallo termina 0-0, al Delle Alpi la Juventus soffre e subisce la rete di Clayton, ma si ridesta e segna tre gol con Del Piero, Montero e il solito Trezeguet.

Nel 2017 l’ultimo incontro prima della doppia sfida di quest’anno

Nel 2017 Porto e Juventus si ritrovano avversarie negli ottavi di finale della Champions League, che avrà a Cardiff la sua sfida finale. Nella gara d’andata partita bloccata e senza reti, Massimiliano Allegri manda in campo Marko Pjaca e Dani Alves che colpiscono mandando al tappeto gli andalusi. Al ritorno Dybala su rigore basta a rispedire il Porto a casa e i bianconeri verso il turno successivo.

Il bilancio è assolutamente favorevole per i bianconeri, che negli anno hanno lasciato davvero le briciole ai portoghesi. Stasera servirà l’impresa, ma i precedenti parlano la lingua della Vecchia Signora.

Stasera arbitrerà l’olandese Kuipers e anche in questo caso arriva un assist dal passato. L’ultima sfida bianconera diretta dall’arbitro olandese è quella del 12 marzo 2019. Juventus contro Atletico a Torino. Serviva l’impresa anche in quel caso e impresa fu. Ronaldo con una spaventosa tripletta rispedì Simeone a Madrid. Stesso arbitro, stessa situazione, ribaltare e volare al prossimo turno. Assolutamente.

Continua a leggere

Europa

Juventus-Porto, ottavi di finale: Arthur ritorna tra i titolari

Pubblicato

il

Juventus, sprazzi di vero Arthur: Pirlo ha in casa il suo top player

Continua il percorso della Juventus in Champions League, che oltre alle gare di campionato, fissa sul calendario appuntamenti importanti come il match di ritorno per gli ottavi di finale contro il Porto. La gara di andata, terminata per un risultato di 2-1, ha visto la squadra portoghese uscirne vincente a seguito di due gol di Taremi al secondo minuto, e Marega al 46esimo. E’ arrivata quasi sul finire della ripresa la risposta della Juventus con la rete segnata da Federico Chiesa all’82esimo. Secondo quanto riferito da TuttoSport, tra i giocatori in campo scelti dal tecnico Andrea Pirlo, potrebbe prendere parte alla formazione in campo il centrocampista Arthur, rientrato dopo un periodo di stop causa infortunio nel match di campionato contro la Lazio per soli 20 minuti. Per il centro campo inoltre  – secondo quanto riferito dal quotidiano torinese  – oltre a Federico Chiesa sarebbero in ballottaggio per completare la mediana Ramsey e Mckennie.

Juventus-Porto, probabili formazioni

pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE
Porto Juventus Champions League

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, le squadre dovrebbero scendere in campo seguendo lo schema speculare 4-4-2. La Juventus, con Szczesny tra i pali, vedrebbe la linea di difesa formata da Cuadrado, Bonucci e De Ligt con Alex Sandro sulla fascia. Il centrocampo potrebbe essere formato da Chiesa, Arthur e Rabiot e uno tra Ramsey e McKennie. L’attacco dovrebbe essere guidato da Ronaldo e Morata. Il porto invece con Marchesin, potrebbe costruire la linea di difesa con Manafà, Sarr, Diogo Leite e Zaidu. Il centrocampo con Otavio, Oliveira, Uribe e Luis Diaz. Il reparto offensivo invece sarà guidato da Marega e Taremi.

Continua a leggere

Europa

Juventus, con il Porto basta l’1-0: il precedente sorride

Pubblicato

il

pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE

In campionato la Juventus non sta sicuramente viaggiando ad alti ritmi. Per una squadra abituata a vincere praticamente sempre lo scudetto nell’ultimo decennio, il terzo posto non può sicuramente essere accettabile specie se le prestazioni fino ad ora non hanno convinto molto a parte qualche eccezione. Se in Italia le cose non vanno molto bene, anche in Europa potrebbero essere gravemente compromesse. Inizialmente i bianconeri hanno disputato un ottimo girone dove fin dall’inizio si prospettava una battaglia per il primo e secondo posto tra loro e il Barcellona, e così è stato. La ‘Vecchia Signora’ ha perso solo una partita prima della qualificazione agli ottavi di finale, ma soprattutto è riuscita nell’impresa di prendersi il primo posto battendo il club blaugrana al Camp Nou con uno schiacciante 3-0. Quella vittoria contro un avversario così forte sembrava potesse rialzare in qualche modo la qualità delle prestazioni ma così non è stato.

Juventus, la vittoria contro il Porto diventa fondamentale

Porto Juventus, Federico Chiesa
Porto Juventus, Federico Chiesa

La gara d’andata contro il Porto sicuramente non ha rispettato le attese. A sorpresa il club portoghese ha vinto per 2-1 grazie ai gol di Taremi e Marega che sono stati molto bravi a sfruttare le debolezze dei bianconeri. Nonostante il brutto risultato, sicuramente nulla è perduto. La squadra di Andrea Pirlo potrebbe vincere anche solamente 1-0 per accedere ai quarti di finale e fino ad oggi i precedenti aiutano ad essere positivi. Prima di quest’anno le due squadre si sono affrontate nel lontano 2017 a Torino e la partita venne decisa da un rigore trasformato da Paulo Dybala. Un mese prima del gol dell’argentino, la Juventus vinceva per 0-2 in casa dei portoghesi grazie ai gol di Pjaca e Dani Alves. Ovviamente nel corso degli anni le squadre e anche il calcio cambiano, ora il compito della ‘Vecchia Signora’ è quello di cercare di non subire nessuna rete per non rischiare di compromettere la situazione. Un altro dato a favore di Pirlo è il fatto che i bianconeri nel 2021 non hanno mai perso in casa e ora più che mai è il momento di non rovinare questa statistica.

Juventus, in che condizioni arriva il Porto alla partita?

Se da una parte la Juventus vuole evitare una grandissima beffa dall’altra il Porto crede più che mai in un clamoroso passaggio del turno. Dopo aver fatto una bella partita ma soprattutto dopo aver vinto all’andata contro i bianconeri, le cose al club portoghese sono andate abbastanza bene. Dopo praticamente una vita che la Primeira Liga va sempre ad una tra Benfica e Porto, quest’anno lo Sporting Lisbona sta conducendo con 10 punti di distacco sulla seconda e di conseguenza consente a ‘I draghi’ di non pensare troppo a come andrà a finire il campionato. Nelle ultime quattro partite la squadra di Soares ha collezionato 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta che, tutto sommato, è uno storico accettabile. Il calendario non aiuta di certo la Juventus che nella precedente settimana ha dovuto giocare tre partite nel giro di pochissimi giorni mentre il Porto ha giocato l’ultimo match di martedì e in una stagione così frenetica arrivare riposati potrebbe risultare fondamentale.

Continua a leggere

Europa

Juventus, mai una Joya: Dybala verso il forfait europeo

Pubblicato

il

Paulo Dybala attaccante della Juventus

I tifosi aspettano il loro campione, così come Andrea Pirlo e i compagni. Il numero 10 argentino è fermo dal 10 gennaio, dalla sfida contro il Sassuolo e da quell’infortunio al collaterale del ginocchio. La Vecchia Signora ha bisogno del suo campione ed è corsa contro il tempo per riaverlo a disposizione in ottica ottavi di ritorno di Champions League contro il Porto. Il tecnico bianconero sta già preparando la sfida di sabato contro la Lazio e potrebbe recuperare Cuadrado e Bonucci per il reparto difensivo, le buone notizie arrivano anche dal J-Medical, dove ha svolto gli esami de Ligt e che non hanno riscontrato lesioni, quindi l’olandese ci sarà contro i biancocelesti.

Meno ottimismo c’è invece sulle condizioni di Dybala, ancora fermo ai box. Il fuoriclasse argentino nelle scorse settimane era volato a Barcellona per un consulto sulle sue condizioni e preparare il programma di recupero e le terapie da svolgere alla Continassa. Ieri è invece volato in Austria dal professor Fink per fare il punto delle terapie che sta seguendo per il recupero completo di quel ginocchio che lo tiene lontano dai campi da gennaio. Il rientro del nazionale albiceleste non sarebbe però così vicino, e il match di ritorno di Champions League è lontano solo pochi giorni, e la sfida contro il Porto a questo punto è a serio rischio per Dybala. Le sensazioni sono comunque buone rispetto ai giorni scorsi, anche se lo staff medico della Juve non vorrebbe accelerarne eccessivamente il recupero per non rischiare ricadute.

Ti potrebbe interessare

Un calvario per il Diez

Dybala vuole esserci, vuole aiutare la squadra a lottare per il campionato e per proseguire in Europa. Difficile che il fantasista possa però rivedere il campo già nella prossima settimana, servirà un recupero completo per tornare sul prato. Più logico ipotizzare un rientro contro il Cagliari il 14 marzo o il 17 marzo contro il Napoli. Paulo intanto continua a lavorare senza sosta, tra piscina, palestra, e i controlli a Innsbruck per far sì che tutto vada per il verso giusto. Vuole voltare pagina Dybala e mettersi alle spalle il calvario che lo costringe a stare fuori da 13 partite consecutive, 54 giorni in cui i bianconeri hanno dovuto fare a meno del fuoriclasse argentino. Un periodo buio e doloroso, con quel fastidio al ginocchio che va e che viene, un giorno sì e un giorno, lasciando tutti nell’incertezza più totale, ecco spiegati i doppi consulti tra Spagna e Austria per scegliere la terapia più efficace. L’obiettivo è voltare pagina e chiudere con questo brutto e lungo stop. Andrea Pirlo lo aspetta, e ora che sta cominciando il periodo più complicato dell’anno Paulo Dybala potrebbe rivelarsi l’arma in più per i bianconeri, per continuare ad inseguire i nerazzurri e per andare lontani in Europa.

Continua a leggere

Europa

Juventus, giorni decisivi per Pirlo: vietato sbagliare contro il Porto

Pubblicato

il

Rodrigo Bentancur (Juventus)

Il 3-0 rifilato allo Spezia di Siciliano ha galvanizzato un po’ Andrea Pirlo e risollevato gli umori in casa Juventus. Anche se la partita si stava complicando non poco per Ronaldo e compagni che non sono riusciti a sbloccare il match fino all’ora di gioco quando, al 61esimo, ci hanno pensato Bernardeschi e Morata a spezzare l’equilibrio. 3 punti in cassaforte e testa alla prossima sfida e ai prossimi impegni che potrebbero rivelarsi decisivi per la stagione bianconera, e un possibile passo falso comprometterebbe ogni possibilità di successo in una delle due competizioni ancora vive o addirittura in entrambe. Si comincia sabato 6 marzo con la sfida all’Allianz Stadium contro la Lazio. Una partita subito decisiva e in cui la Juventus è chiamata ad una grande prova di maturità, contro una squadra in saluta e che mira alla parte alta della classifica.

Vietato sbagliare contro Simone Inzaghi, il distacco dai nerazzurri è consistente ma non impossibile da colmare, per questo motivo Pirlo è obbligato a vincere e tenere alta la concentrazione. Nemmeno il tempo di rifiatare e giorno 9 a Torino arriverà il Porto, gara valevole per il ritorno di Champions League. Il tecnico juventino non farà calcoli, dopo la sconfitta dell’andata specialmente. Vincere e convincere per scacciare ogni incubo e per ridare fiducia a tutto l’ambiente. Il passaggio del turno potrebbe dare quella spinta necessaria per proseguire in Europa e inseguire il sogno Champions e per acciuffare quella elefantesca coppa che manca sulla bacheca bianconera da davvero troppo tempo. Alla Juventus basterà un gol per eliminare i portoghesi, oppure vincere con due gol di scarto qualora il Porto riuscisse a trafiggere la retroguardia della Vecchia Signora.

Da non perdere

Il futuro di Pirlo è appeso ad un filo

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus

Una eventuale sconfitta contro il Porto, o anche un pareggio, stopperebbe il cammino europeo di Andrea Pirlo e probabilmente anche la sua esperienza alla guida della squadra torinese. Tutto passa anche dal recupero degli infortunati, da Bonucci e Chiellini a Dybala e Arthur, passando per De Ligt e Cuadrado. Il campione ex Ajax è rimasto fuori dall’ultima sfida di campionato, più per precauzione che per l’entità stessa dell’infortunio, che non dovrebbe essere grave, ma l’impressione è che Pirlo non lo rischierà nemmeno contro la Lazio.

Discorso simile anche per Bonucci e Cuadrado, due pedine fondamentale per il tecnico, che però sta valutando se schierarli già contro i biancocelesti oppure aspettare e averli al massimo della condizione per la sfida dell’anno contro il Porto. Dybala al lavoro per sperare almeno nella convocazione, ma le possibilità di vederlo in campo sono ridotte al lumicino, ma potrebbe farcela Arthur. Tante incognite, tanti infortuni e giocatori non al meglio, ma una sola certezza, vincere a tutti i costi. L’ipotesi sconfitta aprirebbe la strada per un possibile esonero del tecnico, che invece sarebbe quasi certo nel caso in cui anche la situazione in Serie A non porti risultati soddisfacenti a fine stagione. La squadra è unita intorno all’allenatore, come si è visto anche contro lo Spezia, quando molti giocatori sono corsi ad abbracciare il Campione del Mondo. Il futuro del tecnico è appeso ad un filo sottile, le prossime settimane saranno caldissime.

Continua a leggere

Europa

Allegri, Sarri, Pirlo: tre allenatori e tre sconfitte di fila negli ottavi d’andata. Qual è il motivo?

Pubblicato

il

Allegri, Pirlo, Sarri alla Juventus

Torna l’Europa e con essa ritornano i problemi per i bianconeri. Nelle ultime tre stagioni la Juventus si è  presentata all’appuntamento con gli ottavi di finale in condizioni non ottimali dal punto di vista fisico, tecnico e mentale. Gli ultimi tre anni hanno visto assecondarsi sulla panchina ben tre tecnici ma i risultati in Europa sono stati uguali per tutti.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus (@imagephotoagency)
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus (@imagephotoagency)

Massimiliano Allegri, nella stagione 2018/2019 la prima con Cristiano Ronaldo in rosa, agli ottavi di finale della competizione europea si trovò di fronte l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone. Il Cholo, nella gara di andata in scena al Wanda Metropolitano,  diede una vera e propria lezione tattica agli uomini di Allegri. La partita terminò 2-0  con le reti di Gimenez al 78° e del neo nerazzurro Godin al minuto 83: in cinque minuti riuscirono ad infilare Szczesny facendo esplodere di gioia la nuova casa dei Colchoneros. La Juventus fu costretta a fare l’impresa e al ritorno grazie ad un indemoniato Cristiano Ronaldo (tripletta), riuscirono ad eliminare l’Atletico Madrid con una gara perfetta sotto ogni aspetto. Un 3-0 che entrerà nella storia della società: prima di quella sera la Juventus non è mai riuscita a ribaltare un risultato in Champions partendo da due gol di scarto. Le aspettative sulla squadra aumentarono e la Juventus sembrava diretta alle semifinali, l’unico grattacapo era rappresentato dalla giovane Ajax di Erik ten Hag. I lancieri dopo il pareggio della partita di andata (1-1) , riuscirono ad eliminare dalla competizione la squadra di Massimiliano Allegri. La Juventus si portò in vantaggio con il solito Ronaldo ma fu rimontata dai ragazzini terribili grazie alle reti di van de Beek e del futuro difensore bianconero De Ligt. I bianconeri subirono il gioco dell’Ajax per tutti i novanta minuti nella gara di ritorno: il palleggio e l’intensità mandarono in confusione Ronaldo e compagni. Massimiliano Allegri conquistò lo scudetto ma a fine stagione fu esonerato.

Il tempo di Maurizio Sarri

Juventus, Sacchi: "Sarri sulla panchina della Juve? Un suicidio"
Maurizio Sarri, ex allenatore della Juventus

La scorsa stagione sulla panchina bianconera si è seduto Maurizio Sarri. L’indirizzo voluto dalla società è stato chiaro a tutto l’ambiente: per competere con le grandi d’Europa bisogna cambiare filosofia di gioco. La Juventus non può permettersi di fare un calcio speculativo e l’arrivo di Sarri va nella direzione opposta. Il possesso palla, finalizzato a creare spazi da attaccare, e il pressing devono tornare ad essere caratteristiche fondamentali di una squadra che pretende ogni stagione di competere i top team europei. L’arrivo dell’ex allenatore del Napoli però non è accompagnato da una campagna acquisti finalizzata a cercare giocatori con le caratteristiche adatte al quel tipo di gioco. Cambiano gli uomini in panchina ma non cambiano i difetti che ormai sono insiti nella struttura della rosa. Sarri prova a plasmare la squadra a suo modo e qualcosa la scorsa stagione si è cominciato ad intravedere. Ma nel momento clou della stagione la squadra si è sciolta come neve al sole: il castello di carte è crollato, spazzato via dal modesto Lione di Garcia. In 180 minuti la squadra di Sarri viene surclassata: l’intensità e il palleggio fanno sembrare i francesi una squadra più forte di quello che in realtà è. Insomma nuova Juventus e vecchi difetti.

La Juve di Pirlo

Spezia-Juventus, una gioia per Pirlo: Chiellini pronto a tornare in campo
Pirlo, allenatore della Juventus

Andrea Pirlo ha ereditato una squadra diversa da quella della scorsa stagione. Quest’anno la società ha iniziato a cambiare anche i tasselli del mosaico. Oltre alla nuova guida tecnica si è iniziato un percorso di ringiovanimento della rosa e un innalzamento del tasso tecnico: Arthur, Kulusevski, Chiesa, Morata e McKennie sono acquisti mirati e funzionali ad un progetto, ad un’idea. Pirlo, nonostante la sua completa inesperienza, sta provando a continuare il percorso di cambiamento iniziato dal suo predecessore. Ma il suo lavoro dal punto di vista tattico sembra non incidere su un gruppo che forse non ha più la voglia di adattarsi e sacrificarsi. La squadra nonostante alcune assenza è arrivata all’appuntamento di ieri con una buona condizione fisica a differenza delle passate stagioni e senza situazioni turbolenti all’interno dello spogliatoio.

Ma ciò non è servito a perdere l’ennesima gara di andata degli ottavi di finale con l’aggravante di aver offerto una prestazione ancora peggiore delle precedenti edizioni. Una squadra inerme e incapace di reagire per oltre metà gara, continui errori tecnici e sempre in ritardo su tutti i palloni. Le precedenti partite aveva lanciato un campanello d’allarme che il tecnico ha deciso di non prendere in considerazione. La solidità difensiva ha portato ad un inaridirsi della fase offensiva: Ronaldo a parte, nessun bianconero è riuscito ad andare a segno nelle ultime quattro gare. Dopo le batoste degli ultimi anni, c’era bisogno di un cambio di marcia che non è minimamente arrivato. Pirlo ha dimostrato tutta la sua inesperienza dal punto di vista tattico: cambi tardivi e zero correttivi applicati ad una squadra che senza Arthur fatica enormemente ad uscire palla al piede dalla propria meta campo.

Juventus, Morata: "Mai avuto questa continuità. Mi sento fortunato"
Morata, attaccante della Juventus

Le assenza posso giustificare, ma non del tutto , la prestazione di ieri contro una squadra che è settima nel proprio campionato e che ha solamente pressato a uomo i giocatori bianconeri.  Il ritorno al presunto “Allegrismo”, esaltato o maledetto, ha prodotto sterilità in tutta la fase offensiva: Alvaro Morata sembra essere scomparso partita dopo partita nonostante un inizio di stagione esaltante. Il tecnico bresciano ha bisogno del suo attaccante spagnolo che da il meglio di sé nelle notti europee. Morata è il capocannoniere della competizione con sei reti all’attivo e ha già superato il suo record di gol nella Champions League ( 5 reti in totale in coppa nella stagione 2014/2015 proprio la prima in maglia bianconera). In Europa chi gioca specula sul risultato non riesce a fare molta strada e la Juventus lo sa bene. Nelle due edizioni in cui è riuscita ad arrivare in finale, i bianconeri sono andati in giro per i principali stadi europei a impostare il proprio gioco. In quegli anni la squadra, consapevole della propria forza, ha avuto l’arroganza delle grandi squadre.

La Juventus vista ieri sera è stata la stessa degli ultimi 4 anni: quella vista contro il Tottenham, l’Atletico di Madrid e Lione. Una squadra sempre bloccata che non osa mai la giocata, solo possesso lento sterile e spesso dannoso. La partita di ieri ha anche evidenziato una prestazione difensiva di reparto inaccettabile. Ma quello che più sconforta è l’assenza totale di movimenti senza palla e di ricerca degli spazi.  Il comune denominatore dei fallimenti di queste ultime stagioni è l’assenza di programmazione: la Juventus si è fermata a Cardiff. Il ciclo di certi giocatori è ormai finito da almeno tre anni e la società non ha avuto il coraggio di intervenire. A furia di tirare la corda la squadra ha perso anche il gap accumulato con le concorrenti in campionato. La società deve tornare a progettare e capire cosa vuole diventare negli anni a venire. A prescindere dagli uomini che sono scesi in campo, la Juventus ieri sera era chiamata ad una prova di maturità. Pirlo e la squadra hanno terribilmente fallito. Ora bisogna concludere degnamente questa stagione, recuperare il salvabile e continuare ad insistere con i giovani: perché Demiral e De Ligt sono la difesa del presente e non del futuro. Pirlo dovrà dimostrare di essere diverso da chi in questi anni l’ha preceduto sulla panchina della Vecchia Signora ed avere il coraggio di prendere delle scelte per il bene e per il futuro di questa società.

Continua a leggere

Europa

Porto-Juventus: Chiesa il salvatore, ma che peccato

Pubblicato

il

pORTO jUVENTUS, cHAMPIONS lEAGUE

Il monito lanciato da Pirlo e Chiellini in conferenza stampa si perde nel vuoto del silenzioso stadio Do Dragao. “Non dobbiamo sbagliare partita come negli ultimi due anni contro Atletico e Lione” aveva detto il capitano bianconero nel prepartita ma la Juventus riesce a fare molto peggio fin dal primo minuto.

L’inizio shock contro il Porto è uno shock per tutti. Palla a Szczesny che serve rasoterra Bentancur appena fuori area: Sergio Oliveira lo aggredisce, l’uruguaiano arretra in area e cerca di servire il portiere con un retropassaggio che sarebbe pericoloso anche se fosse giusto, perché Taremi è in agguato, ma che per giunta finisce quasi sui piedi dell’attaccante iraniano, pronto a battere il polacco in scivolata.

Porto-Juventus
Porto-Juventus, Champions League

L’ennesimo pallone sanguinoso perso dall’uruguaiano in questa stagione  in fase di costruzione stavolta costa caro alla squadra di Andrea Pirlo. Lo schiaffo preso non  scuote minimamente i bianconeri che faticano visibilmente in fase di palleggio. Il Porto si trova nella situazione perfetta e continua a fare la partita che aveva preparato. La squadra di Conceiçao è tutta concentrata in venti metri ed esercita una semplice pressione a uomo che manda in confusione tutta la Juventus. L’errore commesso sul gol galvanizza i biancoblù e condiziona la costruzione dal basso e così un’altra palla rubata da Sergio Oliveira al 23′ si trasforma in un tiro deviato che fa tremare Szczesny.

Non trema mai, invece, Marchesin, con la squadra di Pirlo che prova invano a infilarsi nel compatto muro che il Porto erige se va a vuoto con la prima pressione, senza cercare di aggirarlo e senza poterlo scavalcare, non avendo una prima punta su cui appoggiarsi. Una squadra inerme che non riesce neanche ad effettuare dei semplici cambi di campo, imprecisione continua nei passaggi e zero movimenti. Come se non bastasse al 34 minuto piove sul bagnato: Chiellini chiede il cambio, dai suoi gesti per un problema al polpaccio destro, e Demiral prende il suo posto. Al 42′ Marchesin deve finalmente impegnarsi un po’ per neutralizzare una rovesciata di Rabiot su azione d’angolo, che peraltro sarebbe stata resa vana da un fuorigioco di Ronaldo. I primi ’45 minuti si concludono così, con la Juventus incapace di reagire contro una squadra che è al settimo posto della Liga Portoghese.

La ripresa

La ripresa è una fotocopia del primo tempo: il Porto trova il gol dopo appena 63 secondi  dall’inizio della seconda fase di gioco. La facilità con cui i portoghesi riesco a penetrare la difesa degli uomini di Pirlo è davvero imbarazzante. Un’azione manovrata sulla destra e la palla che arriva tranquillamente rasoterra a Marega, appostato sul primo palo e pronto a battere ancora una volta l’incolpevole portiere polacco. Gli uomini di Pirlo, forse colpiti nell’orgoglio, provano ad abbozzare una reazione al 5′ Uribe rischia l’autogol ribattendo un cross di Kulusevski, ma poco dopo è Oliveira ad avanzare indisturbato centralmente fino al limite dell’area, da dove impegna nuovamente Szczesny. Al dodicesimo il tecnico portoghese Conceicao inserisce Luis Diaz per Otavio, mentre al 18 minuto Pirlo decide di giocarsi la carta Morata: indispensabile avere qualcuno che attacchi la profondità e che possa rappresentare un’alternativa a Ronaldo su eventuali cross, che nella riprese la Juventus ha iniziato a cercare. L’uomo incaricato a lasciare il posto allo spagnolo però è McKennie, l’unico in grado di inserirsi tra le due linee del Porto; Pirlo decide di insistere con il doppio mediano Bentancur e Rabiot, e di dare un ulteriore chance all’uruguaiano no nonostante i disastri commessi.

La Juventus con l’ingresso dell’attaccante spagnolo si posizione con un classico 4-4-2 simmetrico con Chiesa spostato a sinistra e Kulusevski a destra a fare le ali pure. L’ingresso dello spagnolo costringe la difesa del Porto almeno a impegnarsi e ravviva un po’ anche Ronaldo, solo e spento nel primo tempo. Non ravviva invece Kulusevski, che al 32 minuto viene mandato in panchina per lasciare il posto al rientrante Ramsey. In una gare come quella di ieri è difficile trovare i migliori nello schieramento di Pirlo, ma sicuramente Chiesa e Rabiot sono stati gli ultimi ad arrendersi. Al 37 minuto arriva il gol della speranza, quello che tiene ancora in vita i bianconeri fino alla gare di ritorno: Rabiot va sul fondo a sinistra e mette in mezzo un cross sul palo lontano per Chiesa, che di destro al volo piazza la palla sul secondo palo alle spalle di Marchesin.

Sul finale di gara la Juventus, più per inerzia che per capacità, sfiora la rete del pareggio con Morata, che comunque sarebbe stata annullata per il fuorigioco dell’attaccante spagnolo.  Allo scadere può reclamare anche un rigore, perché Zaidu finisce addosso a Ronaldo dopo una sterzata del portoghese. Ma sarebbe stata una grossa mano da parte della dea bendata vista la passività e la poca voglia dei bianconeri di andarsi a conquistare una vittoria. La Juventus ha segnato un gol che il 9 marzo a Torino potrebbe fare la differenza: per passare servirà vincere 1-0. Non un’impresa, a patto che sia vera Juve. C’è una doppia fotografia che potrebbe descrivere bene la serata della squadra di Pirlo: Rabiot che durante una situazione di gioco si scontra con Kulusevski e Ronaldo che va a sbattere contro Alex Sandro.

Porto Juventus, Federico Chiesa
Porto Juventus, Federico Chiesa

Una squadra che è stata totalmente in confusione per tutta la durata dell’incontro: dal primo all’ultimo minuto. Irriconoscibile a tratti, ma a pensarci bene è stata sostanzialmente la stessa Juventus vista negli ultimi 4 anni negli ottavi di finale. Questa società si è fermata a Cardiff e da allora è stata incapace di reagire e di evolversi. Pirlo a fine gara ha parlato di paura: questa non è paura scaturita dal gol preso. Questa è incapacità di fare una gare di buon livello perché troppo abituati a speculare sul risultato altrui e perché alcuni limiti strutturali della rosa che impediscono a chiunque si sieda in panchina di poter attuare un determinato tipo di calcio.

LEGGI ANCHE

Il tecnico bresciano, ai microfoni di Sky Sport, ha fatto l’analisi della partita: “Io parlo per me e per la partita di stasera – ha precisato Pirlo -, l’avevamo preparata bene e diversamente da come poi è andata. Non era l’atteggiamento che volevamo, ma quando prendi gol dopo 1’ diventa tutto più duro. Sapevamo che loro si chiudono bene e gliela abbiamo messa su un piatto d’argento. Avevamo preparato la gara per attaccare la profondità sia con gli attaccanti che con gli esterni, ma quando tocchi troppe volte la palla poi perdi troppo tempo. Dovevamo essere più lucidi e farli girare da una parte all’altra. Invece il movimento della palla è stato molto lento e non siamo stati bravi a capire quali fossero le situazioni che si stavano creando. Questo è stato un po’ il problema. Volevamo cambiare il gioco sugli esterni e poi attaccare alle spalle dei terzini, ma lo abbiamo fatto troppe poche volte. Quando poi giochi contro undici giocatori che si schierano dietro la linea della palla, diventa tutto più difficile. La partita era questa, peccato perché potevamo fare meglio“.

Il 9 marzo servirà un’altra Juventus, consapevole del fatto che questa è una competizione da onorare fino in fondo. La squadra bianconera ha quasi detto addio allo scudetto e deve provare ad arrivare il più lontano possibile in Europa soprattutto per la situazione economica. Ma continuando ad offrire queste prestazioni non si va lontano, in campionato puoi camuffare tutti i tuoi difetti in Europa no: la Champions non perdona, la Champions League ti mette a nudo.

Continua a leggere

Di Tendenza