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TuttoJuve24 Europa Juventus-Barcellona, analisi tattica: cosa non ha funzionato

Juventus-Barcellona, analisi tattica: cosa non ha funzionato

Juventus-Barcellona, il giorno dopo. Analisi tattica della partita su cosa non ha funzionato nella formazione di Andrea Pirlo.

Sconfitta amara per gli uomini di Andrea Pirlo al cospetto del Barcellona di Lionel Messi. Non tanto per il risultato che anzi, appare addirittura positivo vista la prestazione della Juventus. Solo due gol subiti, per altro sfortunati e evitabili, quando il Barça ha sprecato molte occasioni per calciare a rete davanti a Szczesny. Ma cosa non ha funzionato nella Juventus di Pirlo ieri sera? In particolare a non convincere sono state due cose, decisive ai fini dello svolgimento del match: il pressing della Juve e i mancati cambi di gioco.

Juventus, niente Ronaldo con il Barcellona: Pirlo senza riserve in attacco
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus (@imagephotoagency)

Juventus-Barcellona, analisi tattica: pressing e cambi di gioco

Ad aver particolarmente colpito in negativo della prestazione della Juventus sono stati principalmente il pressing e i mancati cambi di gioco. Pirlo ha sempre dichiarato la sua volontà di effettuare un pressing molto alto, fino al portiere, mantenendo una difesa quasi a centrocampo. Il pressing bianconero ieri sera però è stato pressoché fallimentare. I blaugrana riuscivano a trovare con estrema facilità il corridoio centrale o sulla fascia, per servire uno degli attaccanti, spesso Messi ma anche Dembelé, i quali a quel punto si trovavano già oltre la linea di pressing bianconero e pronti a puntare la difesa e la porta. I tanti 1 vs 1 lasciati agli attaccanti del Barcellona hanno fatto malissimo alla retroguardia bianconera, riuscita comunque a salvarsi in diverse circostanze. In fase offensiva invece, quello che è sembrato bloccare lo sviluppo di tutta l’azione sono stati i cambi di gioco.

Il gioco della Juventus si è spesso sviluppato sulla destra dove Kulusevski e Dybala si sono scambiati più volte la posizione e hanno tentato di combinare. Tentato, per l’appunto, perché spesso i due talenti bianconeri si sono “pestati i piedi” andando ad occupare le stesse zone del campo e creando una densità che spesso sfociava in un nulla di fatto. La densità creata sulla destra non per forza però poteva essere negativa. A svoltare la situazione sarebbero dovuti essere i cambi di gioco sul lato opposto, a sinistra, dove Chiesa era sempre pronto a partire e scattare alle spalle di Sergi Roberto, oppure ricevere da fermo per andare a puntarlo. La Juve ha dimostrato una volta di più l’assenza di un centrocampista con le doti di giocare sul lungo. Rabiot e Arthur amano giocare sul corto, mentre Bentancur e McKennie sono ancora molto lontani dall’essere precisi sui cambi di campo. Con Dybala forse come l’uomo più bravo a effettuare questo tipo di giocata, ma ancora sicuramente indietro da un punto di vista fisico. Dall’altra parte il Barcellona faceva malissimo quando da una fascia all’altra cambiava il campo con lanci precisissimi che ribaltavano l’azione con rapidità. Messi, in particolare ma non solo, ha effettuato un paio di lanci millimetrici da strabuzzare gli occhi. Per Mister Pirlo ci sarà molto da lavorare.

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