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Chiesa brilla, la Juventus no: l’ultimo samurai di Andrea Pirlo

Una doppietta bellissima, una partita dai incorniciare, ma che non è bastata per accedere ai quarti. Con i due gol al Porto chiude con 4 centri la sua annata europea

Federico Chiesa, Juventus
Federico Chiesa, Juventus

La Juve ha un campione da cui deve ripartite, il più in fretta possibile, per dimentica la serataccia contro il Porto e voltare pagina. Federico Chiesa è l’unico che esce indenne dal flop europeo, l’unica stella luminosa in una notte buia. E pensare che prima dell’inizio di questa stagione Federico aveva visto la Champions League solo in televisione, eppure se la Juventus è rimasta in corsa fino ai supplementari lo deve unicamente al giovane campione, il presente e il futuro dei bianconeri. Persino Ronaldo stava vagando senza meta nella selva oscura, senza vedere mai la luce, con tantissimi errori e una prestazione da dimenticare, un flop. Serviva una scossa per riaprire un discorso qualificazione che alla fine del primo tempo era quasi utopia. Serviva una stella ed è arrivata con tutta la sua classe e la sua voglia infinita. Come l’ultimo samurai al termine di una battaglia estenuante, è stato l’ultimo ad abbandonare il terreno della battaglia. Il più valoroso, il più coraggioso.

Un campione con la Champions nel destino

Federico Chiesa, centrocampista della Juventus
Federico Chiesa, centrocampista della Juventus

L’ha sognata quando era con i viola, l’ha voluta fortissimamente, l’ha attesa per tutta la carriera, e finalmente il sogno era realtà. Guarda caso il suo primo gol con la maglia della Juve è arrivato di testa, in Europa contro la Dinamo Kiev. Da quel giorno lì non si è più fermato. Nove reti prima di ieri sera, una doppietta al Milan, un gol capolavoro contro l’Atalanta, e quel gol della speranza nell’andata contro il Porto.  C’è un dato rilevante solo per la cabala, da quando è iniziata l’era Ronaldo, solo il portoghese è riuscito ad andare in gol dagli ottavi di Champions in poi. Prima di ieri, prima di Federico Chiesa. Forse non è ancora il tramonto con la maglia della Juve per CR7, ma di certo è iniziata l’aurora di Chiesa. È stato lui, nel momento più complicato, a caricarsi la squadra sulle spalle e il passaggio di consegne con il fenomeno portoghese forse è stato in quel passaggio per il meraviglioso piattone di Chiesa che ha riaperto il discorso qualificazione. Pochi minuti dopo è arrivato anche il raddoppio di testa, ottima scelta di tempo, rabbia, velocità, precisione e tempi supplementari con un uomo in più. Federico stava riscrivendo la partita, solo Pepe e il palo gli hanno negato la gioia di finire sui libri di storia.

Ripartire e rifondare, le fondamenta della Chiesa

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Federico Chiesa, esterno della Juventus e dell’Italia

Rocco Commisso ha chiesto e ottenuto 60 milioni di euro, tra prestito, parte fissa e bonus, non un centesimo di meno. Forse troppi in un periodo devastato dall’epidemia, in molti l’avevano ritenuta una follia. Non la Juve, che ha creduto in Chiesa sin dal primo giorno, andava preso e a qualunque costo. Federico era tutto ciò di cui la Juventus aveva bisogno, giovane, fortissimo, di prospettiva, italiano. Uno dei più forti della Nazionale, un ragazzo preso per dare continuità alla forte tradizione degli azzurri che hanno fatto la storia con la maglia bianconera: Del Piero, Inzaghi, Vialli, Pirlo, Cannavaro. La partita contro il Porto ha emesso la sua sentenza, la Juve ha trovato un campione da cui ripartite e rifondare: Federico Chiesa.