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Juventus, ultime chance per Bernardeschi: futuro in bilico per l’ex Fiorentina

Federico Bernardeschi si gioca tutto in questa ultima parte di stagione: in caso di ulteriore flop, la Juventus opterà per la cessione

Federico Bernardeschi, ala della Juventus
Federico Bernardeschi, ala della Juventus

Archiviate le cocenti delusioni dovute alle due sconfitte consecutive incassate contro Napoli e Porto, la Juventus è tornata a concentrarsi sul discorso campionato. Domani sera arriverà il Crotone all’Allianz Stadium, in un match fondamentale per entrambe. I pitagorici si recheranno a Torino con l’intenzione di provare a mettere in difficoltà i campioni d’Italia, nella speranza di ottenere un risultato positivo molto importante in chiave salvezza. I bianconeri, invece, proveranno a sfruttare il turno agevole sulla carta, tenendo in considerazione anche quanto accadrà quest’oggi sugli altri campi. Sotto la lente d’ingrandimento le due sfide di cartello, fra Atalanta e Napoli, ma soprattutto tra Milan ed Inter, in un derby della Madonnina che si preannuncia infuocato. L’ottenimento dei tre punti, permetterebbe alla Juventus di continuare a sperare di rientrare nella corsa verso il decimo scudetto consecutivo, con sullo sfondo la partita fra Roma e Milan della prossima settimana. Il Crotone è una squadra agevole solo sulla carta, ma in grado di mettere in difficoltà chiunque, e questo i bianconeri lo sanno bene.

Juventus, esultanza dei bianconeri
Juventus, esultanza dei bianconeri

Infatti, esattamente un girone di campionato fa, la squadra di Pirlo faceva ritorno a Torino con un amaro pareggio, dopo aver disputato una partita per certi versi parecchio sottotono. Ma all’epoca, la Juventus poteva contare su diverse attenuanti, come ad esempio la mancanza di rodaggio e dell’intesa di squadra, dovuti all’assenza di un precampionato sufficientemente lungo che avrebbe permesso a Pirlo di provare diverse soluzioni. Ora, però, la situazione dei campioni d’Italia non è tanto differente, in quanto ogni qualvolta la Juventus è riuscita a fare dei passi avanti, ne ha fatti altrettanti indietro, segno che qualcosa all’interno del gruppo ancora non funziona. Problemi che il Maestro dovrà analizzare per provare a tornare in corsa verso traguardi parecchio prestigiosi. Come sottolineato in questi ultimi giorni, la Vecchia Signora dovrà lavorare sotto innumerevoli aspetti, che vanno da un centrocampo male assemblato e poco mobile, ad un attacco che fatica a trovare la porta. Tuttavia, questi sono gli uomini che la dirigenza ha messo a disposizione di Pirlo, il quale dovrà essere bravo nella gestione dei suoi uomini e nel riuscire a fronteggiare i diversi infortuni che hanno complicato il percorso della Juventus in questa stagione, che potrebbe avviare un nuovo ciclo di successi in questo terzo decennio dell’anno 2000.

Juventus, Bernardeschi involuto: una storia d’amore iniziata male e conclusa peggio

Federico Bernardeschi, ala della Juventus
Federico Bernardeschi, ala della Juventus

Fin dall’inizio della stagione attuale, Andrea Pirlo è stato costretto a fare i conti con parecchi infortuni che hanno intralciato il cammino della sua Juventus. Oltre ai problemi muscolari dei soliti Chiellini, Bonucci e Ramsey su tutti, i quali storicamente sono spesso vittime di acciacchi di quel tipo, i bianconeri hanno dovuto fronteggiare diverse assenze pesanti per diverse settimane di fila. Escludendo anche i casi Covid-19 di de Ligt, Alex Sandro, Cristiano Ronaldo e McKennie, i campioni d’Italia non hanno potuto contare su Dybala per un lungo periodo, ed ora nemmeno su Arthur, alle prese con una calcificazione al ginocchio che gli arrecherebbe parecchio fastidio. Dati i frequenti e persistenti infortuni fisici, Pirlo è stato costretto a destrutturare la sua squadra al fine di trovare delle soluzioni per riuscire a far fronte a tali situazioni di emergenza, dovute anche alla mancanza di interpreti in rosa. Danilo è riuscito a fornire riscontri positivi, dimostrando di non essere il giocatore timido e lento della scorsa stagione.

Al contrario, l’adattamento di Kulusevski nel ruolo di punta è risultato inconcludente, al pari di Federico Bernardeschi. A causa della prolungata assenza di Alex Sandro ad inizio stagione, Andrea Pirlo ha potuto contare sull’apporto del solo Frabotta nella posizione di esterno sinistro, il cui contributo non è stato così disdicevole. In una situazione spiacevole come quella, il Maestro ha provato a adattare anche l’ex Fiorentina nel ruolo di terzino a tutta fascia, nel tentativo di rilanciare il numero 33 reduce da una stagione negativa con Maurizio Sarri in panchina. Tuttavia, Bernardeschi ha confermato ancora una volta la sua involuzione, da giocatore promettente che era appena sbarcato a Torino, a comprimario del club campione d’Italia. Il classe 1994 è stato prelevato dalla Juventus nel 2017, versando nelle casse dei gigliati una cifra intorno ai 40 milioni di euro più bonus. Massimiliano Allegri aveva provato ad inserirlo all’interno di un contesto differente, rispetto a quello fiorentino e lui sembrava rispondere positivamente.

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Maurizio Sarri, ex allenatore della Juventus

Quando si pensava che Bernardeschi potesse sbocciare definitivamente, è arrivato Maurizio Sarri sulla panchina della Vecchia Signora, il quale ha impiegato Bernardeschi in diversi ruoli, trasformandolo da ala destra a piede invertito, a trequartista. Da lì pare sia iniziata l’involuzione del numero 33 che, salvo rare occasione, non è più stato in grado di giocare liberamente come ai tempi della Fiorentina. Le pesanti ed ingenerose critiche mosse nei confronti di un ragazzo che si è sempre applicato da parte degli stessi tifosi della Juventus potrebbero aver inciso sulla sua preoccupante trasformazione.

Quest’anno, il 27enne toscano si è distinto positivamente solo in un paio di frangenti, ovvero durante la sosta per le Nazionali di ottobre e nella sfida contro il Napoli nella finale di Supercoppa Italiana. Per il resto, buio totale, o quasi. I gol sbagliati contro Hellas Verona e Bologna gridano ancora vendetta, segno che quando Bernardeschi scende in campo non è lucido e lo si nota visivamente, sia quando riceve palla che quando si guarda intorno alla ricerca di un compagno libero, per poi abbassare la testa e scattare in maniera prevedibile, il ché induce la sua squadra ad arretrare ed a iniziare la manovra da dietro, permettendo alla difesa avversaria di recuperare e di riposizionarsi. Non è un caso, però, che con la maglia dell’Italia il classe 1994 sia risultato uno dei migliori, segno che, quando si trova in un contesto che lo agevola, lui può dire la sua. Da qui al termine della stagione, Bernardeschi sicuramente avrà altre occasioni per provare a risollevare le sue sorti, soprattutto in vista del prossimo Europeo. In caso di ulteriori risposte negative, a giugno la Juventus potrebbe prendere nuovamente in considerazione l’idea di cederlo liberandosi di un altro importante ingaggio.

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Federico Bernardeschi, esterno della Juventus

Lasciare la Continassa potrebbe essere un bene per il numero 33, il quale coglierebbe l’occasione per tentare di rilanciarsi in un contesto che glielo conceda. Un vero peccato per un ragazzo molto promettente come Bernardeschi, che probabilmente si è bruciato in un’avventura iniziata male nel 2017, dopo essere stato accolto dallo scetticismo generale, che si avvia verso una conclusione da lasciargli l’amaro in bocca per ciò che poteva essere ma che alla fine non è stato. Già durante la scorsa sessione estiva di calciomercato la Juventus avrebbe provato a cedere il classe 1994 al Lione, in cambio di Houssem Aouar, ma il suo rifiuto avrebbe di fatto bloccato la riuscita dello scambio. E così Bernardeschi si avvia verso un finale di stagione parecchio tormentato nel quale proverà a dimostrare qualcosa di importante per conquistarsi una chiamata da parte di Roberto Mancini. L’ex Fiorentina si appresta a concludere la sua esperienza a Torino senza troppi rimpianti, ma nei cuori e nelle menti di tutti i tifosi juventini rimarrà sempre impressa la prestazione offerta contro l’Atletico Madrid negli ottavi di finale di Champions League del 2019. Ecco, quello è il vero Bernardeschi, ma quelle luci non sono bastate per nascondere le troppe ombre comparse lungo il suo cammino nella Juventus, iniziato ormai circa quattro anni fa.